Venezia, 17 maggio 2017

“La montagna è un ambiente fragile, non può essere trasformata in un circo permettendo a decine di quad di scorrazzare liberamente sulle Dolomiti, su terreni che normalmente sono interdetti ai veicoli civili. Non ho niente contro le gare di quad, ma è necessario rispettare la legge e le regole, nazionali o comunitarie che siano”. Il consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni critica le autorizzazioni facili per il raduno di quad, i quadriciclo fuoristrada di derivazione motociclistica in programma il 10 e 11 giugno nella provincia di Belluno, e lo fa con un’interrogazione, sottoscritta anche dal collega Graziano Azzalin, in cui chiede alla Regione di sospendere la manifestazione, “un atto dovuto per garantire il rispetto della normativa europea e delle disposizioni in materia ambientale. In Veneto abbiamo poche aree protette, siamo tra gli ultimi in Italia, Zaia dovrebbe preoccuparsi di tutelarle”.

“Fra tre settimane 55 quad percorreranno i territori di Falcade, Canal d’Agordo, Vallada Agordina, San Tommaso Agordino, Cencenighe Agordino in provincia di Belluno, oltre a Moena nella provincia autonoma di Trento, per un totale 98 chilometri, 72 dei quali su superfici sterrate, abitualmente vietate a tutti i mezzi civili. Il loro passaggio interesserà una Zona di protezione speciale (quella delle Pale di San Martino - Focobon - Papa, nei Comuni di Canale d’Agordo, Falcade e Vallada Agordina) e l’area del Sito di interesse comunitario del Gruppo della Marmolada, facenti parte della Rete Natura 2000 dell'UE, ambiti naturalistici di livello regionale tutelati anche dall’articolo 19 delle norme di attuazione del PTRC. Inoltre il sito della Marmolada garantisce il patrocinio Unesco delle intere Dolomiti - ricorda il consigliere del PD – Purtroppo i Comuni hanno dato il nullaosta alla manifestazione, contro cui si è subito schierata l’associazione Mountain Wilderness. Sono pienamente d’accordo con loro: non è accettabile permettere  l’arrivo di simili manifestazioni nelle Dolomini che vanno a demolire ogni significato di autenticità della montagna, rendendola sempre più simile a un circo”.

Ma non è solo una questione di ‘opportunità’. Il problema, infatti, riguarda anche il mancato rispetto delle regole. “Ci sono norme che tutelano gli ambienti di alta quota, le aree sottoposte a vincolo idrogeologico, i Siti di importanza comunitaria, le Zone di protezione speciale e le Zone speciali di conservazione, tutte rientranti nella normativa europea relativa a Rete Natura 2000. E recenti sentenze della Cassazione estendono questi vincoli anche ai territori limitrofi. Inoltre l’Unità organizzativa Forestale Est di Belluno ha sottolineato, in una risposta all’associazione Mountain Wilderness, come nelle aree Natura 2000 sia in vigore una normativa speciale che prevede l’effettuazione di una valutazione di incidenza ambientale, ma al momento non ha ricevuto alcuna richiesta in tal senso, lasciando il dubbio sulla legittimità delle autorizzazioni concesse”.

Infine, dice ancora il consigliere del Partito Democratico esiste un problema-sicurezza: “La maggior parte della manifestazione si svolgerà su strade forestali, pascolive, mulattiere e piste di sci, tracciati tutti privi di ogni minimo collaudo, molti dei quali non possono essere messi in sicurezza. Insomma – conclude – di motivi per intervenire la Regione ne ha più di uno. Per questo chiedo a Zaia e alla sua Giunta di fare quanto in loro potere per sospendere la manifestazione e invito gli organizzatori a scegliere altri percorsi compatibili con le norme  e l'ambiente”.