Venezia, 16 maggio 2017

“Per i cittadini di Paese il pericolo di vedere arrivare tramite migliaia di mezzi pesanti che si muovono nelle frazioni del comune, mezzo milione di rifiuti di amianto è definitivamente scongiurato. Pochi sapevano o ricordavano del pericolo di riapertura della discarica, adesso però è ufficiale”. Questo il commento dell’esponente del Partito Democratico Andrea Zanoni a proposito della sentenza del Consiglio di Stato, la 2304/2017 pubblicata ieri 15 maggio, che ha ribaltato il giudizio del Tar del Veneto (sentenza n. 271 del 2016) e rigettato definitivamente il ricorso della ditta Terra Srl del gruppo dei cavatori Mosole. Ricorso presentato contro il piano dei Rifiuti della Regione, nei punti dove si prevedeva il ‘divieto di realizzare discariche per rifiuti non pericolosi e pericolosi nelle zone di alta pianura-zona di ricarica degli acquiferi’ e ‘il divieto di realizzare discariche per rifiuti contenenti amianto (RCA) mediante la riclassificazione di una discarica per rifiuti inerti preesistente’ come nel caso di Paese.

“Questa vittoria va dedicata soprattutto ai 7.500 cittadini che a suo tempo firmarono la petizione di Paeseambiente di cui ero presidente e di tutti coloro, Comune di Paese e Regione Veneto, che sensibilizzati in materia anche dalla petizione e da una serie di eventi pubblici si sono adoperati per scongiurare questo pericolo.  Un tempo Paese era considerato terra di conquista: sono state realizzate ben 29 cave di ghiaia e 11 discariche di rifiuti, spesso per puri interessi speculativi. Poi però i cittadini, con il fondamentale aiuto di Paeseambiente, hanno rialzato la testa, ribellandosi dopo anni di violenze al loro territorio scongiurando il pericolo di nuovi impianti ed attività nocive per la loro salute, ambiente e territorio. Ricordo a tal proposito le petizioni di Paeseambiente contro il Super elettrodotto Terna da 280.000 volts, la petizione contro la discarica di amianto di Paese, la petizione piu’ recente contro il mega pirogassificatore della svedese Cortus”, continua il consigliere del PD.

Questa vicenda mette fine a una vicenda nata nel 2004 con il progetto della ditta Terra del gruppo Mosole di smaltire a Paese 460.000 metri cubi di rifiuti di amianto, autorizzato della Provincia di Treviso, autorizzazione poi impugnata al TAR e cassata dal Consiglio di Stato, ritornata in auge nel 2012 con un nuovo progetto, oggetto di una petizione popolare contro l’impianto di 7.500 sottoscrittori.

“Purtroppo negli anni, grazie alla temporanea partenza dell’impianto, sono arrivate ben 64.357 metri cubi di rifiuti di amianto nel 2005 e 20.643 metri cubi nel 2006, conferimenti ritenuti poi illegali dal Consiglio di Stato con la sentenza del 15 dicembre 2006”, continua Zanoni che però evidenzia come la ‘battaglia’ non sia ancora finita.

“La discarica Terra del Gruppo Mosole rimane ancora aperta per i cosiddetti rifiuti inerti, pertanto non si deve abbassare la guardia, ma continuare a vigilare sul rispetto delle norme dato che qualche anno fa la ditta è stata sanzionata per conferimento di rifiuti non ammessi”.

 


SENTENZA CONSIGLIO DI STATO SALVA PIANO REGIONALE RIFIUTI.pdf