Venezia, 15 giugno 2017

“Non è assolutamente normale, né corretto, che il controllato sia anche il controllore. E nel caso dell’impianto idroelettrico da realizzare in località San Giacomo di Veglia a Vittorio Veneto il conflitto di interessi è evidente. Mi auguro che la Regione faccia rispettare le norme in materia di Valutazione di impatto ambientale, adottando i dovuti provvedimenti”. Il consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni punta i fari sul caso della ditta Hpe Hydropower Environment con un’interrogazione a risposta immediata.

Il sindaco di Vittorio Veneto ha trasmesso una nota all’Unità Organizzativa Via (Valutazione di Impatto Ambientale) della Regione in cui sottolinea come uno dei sei componenti esterni del Comitato che dovrà giudicare sulla ‘bontà’ del progetto sia un rappresentante della ditta stessa. Ma la legge regionale che fissa le disposizioni in materia di Via, la numero 4 del 2016, lo vieta – protesta Zanoni - È scritto nero su bianco: queste persone non possono esercitare attività professionale nel territorio di competenza del Comitato stesso, neppure in forma associata, relativamente all’elaborazione di progetti che siano sottoposti alla procedura di Valutazione di impatto ambientale”.

Lo scorso marzo Zanoni aveva presentato un’interrogazione chiedendo garanzie per il funzionamento trasparente del Comitato tecnico Via, evidenziando casi analoghi a quello di Vittorio Veneto. “Evidentemente, però, la Giunta Zaia su questo argomento proprio non ci sente. Eppure oltre alla legge regionale c’è la Direttiva Ue, la 2014/52 che obbliga ad agire in tal senso. ‘Gli Stati membri provvedono affinché l’autorità o le autorità competenti assolvano ai compiti derivanti dalla presente direttiva in modo obiettivo e non si ritrovino in una situazione che dia origine a un conflitto di interessi. Qualora l’autorità competente coincida con il committente, gli Stati membri provvedono almeno a separare in maniera appropriata, nell’ambito della propria organizzazione delle competenze amministrative, le funzioni confliggenti in relazione all'assolvimento dei compiti derivanti dalla presente direttiva’. Anche qua il messaggio è chiaro. Facendo invece finta di niente, non separando nettamente il controllore e il controllato, si rischia di andare incontro a una procedura di infrazione, oltre a non agire per il bene della collettività”.

“Al di la del caso del conflitto di interessi, inoltre, bisogna rendersi conto che trentacinque centraline sul Meschio sono troppe E quella della Hpe Hydropower Environment non è l’unica richiesta. C’è anche un progetto nei pressi dell'ex Carnielli, la fabbrica della bicicletta Graziella, che per molto tempo ha effettuato lavorazioni con il cromo esavalente finito nelle falde e di cui è ancora in corso la bonifica – continua il consigliere del PD - Proprio in merito alle centrali idroelettriche, sempre più numerose nei fiumi italiani, occorre fare massima attenzione perché la Commissione Europea ha aperto un procedimento Eu Pilot per violazione  della Direttiva Acque. Spesso queste centraline causano danni all’ecosistema e alla fauna ittica e il Meschio non è esente da tali effetti. Adesempio non viene garantito il minimo deflusso vitale al corso d’acqua sconvolgendo tutto l’ecosistema.  Ho in calendario un incontro con il ministero competente in materia di incentivi alle rinnovabili destinati all’idroelettrico che sono la vera causa del proliferare di questi impianti: fino a quando lo Stato pagherà questi incentivi i nostri fiumi saranno in pericolo”.