Venezia, 18 maggio 2017

“Non possiamo permettere che il territorio veneto diventi una monocultura ad altissimo impatto ambientale. Questo, però, è quello che accadrà, vista la pioggia di contributi regionali di derivazione europea per far fuori i vecchi vigneti e favorire la meccanizzazione. La Giunta Zaia manca di lungimiranza”. Questo il commento del consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni dopo che ieri la Terza commissione ha dato parere positivo alla DGR che stanzia 16,2 milioni di euro per la cosiddetta ‘ristrutturazione e riconversione dei vigneti’, fondi di provenienza comunitaria e in parte regionale. “Si tratta di finanziamenti utili per chi vuole sostituire i vecchi impianti, ad esempio quelli del sistema Belussi, con gli attuali filari con piante ravvicinate per favorire la raccolta meccanizzata”.

Una scelta criticata dall’esponente del PD, che la motiva così: “Si vuole eliminare vigneti che sono la fotografia di com’era il Veneto vent’anni e più fa e che racchiudeva il sapere dei vecchi vignaioli. Si tratta di una perdita di cultura rurale ma anche di biodiversità. Anche la FIVI – Federazione Italiana dei Vignaioli indipendenti considera indispensabile la difesa di questo patrimonio di biodiversità, che è anche un fondamento storico per le denominazioni di qualità. Invece di dare fondi a pioggia per meccanizzare tutte le vigne e trasformare le nostre campagne in una enorme monocoltura industrializzata, la Regione dovrebbe impegnarsi di più sulla riconversione della viticoltura convenzionale in quella a regime biologica, biodinamica o secondo i principi della lotta integrata, programmare e cercare incentivi anche per altre coltivazioni, con minore impatto sull’ambiente. Coltivazioni che sarebbero più concorrenziali sul mercato, vista la crescente richiesta di biologico dei consumatori, inoltre faremmo un favore all’ambiente e alla nostra salute, rendendo meno inquinate le campagne”.

“La Regione dovrebbe essere più lungimirante, con questo passo trasformerà il Veneto in una monocultura meccanizzata ad altissimo impatto ambientale. Dovrebbe invece finanziare con più convinzione chi sta mantenendo i prati stabili per il fieno, o le siepi per il legname, in modo da aiutare tutti gli agricoltori, in particolare quelli che si trovano in aree ambientali delicate ed importanti come le aree della Rete Natura 2000 e dei Parchi regionali. A loro però non arriva quasi niente, come se queste aree, utili a tutti, fossero in realtà un fastidio di cui liberarsi”, insiste Zanoni.

“L’assessore Pan in Commissione ha parlato della questione-vino paragonandolo a una banca, sminuendo poi gli effetti di questa monocoltura sul territorio. Lo invito a riflettere sugli errori del passato, più o meno recente, come la bolla dell’edilizia e a fare un giro nel Trevigiano – conclude il consigliere dem – per mostrargli come certi movimenti terra per far posto al prosecco abbiano provocato effetti negativi sull’ambiente anche irreversibili, con distruzione di boschi e smottamenti di colline”.