“Sono tre mesi che Mauro Pretto è stato ucciso e ancora non abbiamo il nome dell’assassino, che circola liberamente per il Veneto. A distanza di tanto tempo, infatti, non risulta che ci sia alcun iscritto nel registro degli indagati”. Lo afferma, in una nota, il consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Zanoni, che “ricorda l’ambientalista ‘eremita’ ucciso la notte tra il 12 e 13 maggio con un colpo al petto sparato da un fucile da caccia sulla porta del casolare dove viveva, a Zovencedo, nel Vicentino”.

“Nei giorni scorsi – informa l’esponente dei Democratici - sono stato contattato dalla compagna di Pretto e da tanti amici e persone che continuano a porsi interrogativi e sono ovviamente preoccupati perché la persona che ha ammazzato Mauro è ancora in libertà e le speranze di trovarla diminuiscono col passare del tempo”.

“Su questo omicidio è calato un silenzio assoluto – denuncia il consigliere regionale - non si può non notare la differenza con il caso di Igor ‘il russo’, quando l’esercito si mobilitò e ci furono per diversi giorni notizie sulle prime pagine dei quotidiani. In questo caso invece, sappiamo solo che Pretto era un amante della natura e avrebbe avuto dei diverbi con chi non rispettava il bosco e gli animali selvatici”.

“Il resto – conclude Andrea Zanoni - è tutto avvolto nel mistero più fitto, anche perché nel nostro Veneto, a causa di recenti norme regionali, ci sono troppe persone che girano armate”.