“Una mano fin troppo scrupolosa oppure solo distratta, ha manomesso la busta con le offerte per la gara di appalto per la realizzazione del bacino di laminazione di Pra’ dei Gai, un opera per la messa in sicurezza del territorio attesa da cinquant’anni. È stata nominata una Commissione d’indagine interna per capire cosa sia successo, ma ancora non sappiamo niente degli esiti. La Regione faccia chiarezza e dica a che punto siamo, questa gravissima vicenda non può passare sotto silenzio”. È quanto sostiene Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico, che ha presentato un’interrogazione a risposta immediata.

“L’episodio risale all’11 luglio, quindi il tempo per far luce credo sia stato sufficiente. La Commissione d’appalto ha giustamente deciso di sospendere le procedure, vista la manomissione del plico, presentando poi un esposto alla Procura della Repubblica di Venezia. Un giallo estivo di cui non si sentiva il bisogno, vista l’importanza di un progetto che vale ben 17 milioni ed è fondamentale per la messa in sicurezza idraulica dei comuni di Portobuffole e Mansuè in provincia di Treviso e di Prata, in Friuli. Il bacino di laminazione, da realizzare alla confluenza tra il Livenza il Monticano, dovrebbe avere, infatti, una capacità di ben 26 milioni di metri cubi, per fermare la piena dei fiumi in caso di esondazione. C’è voluto quasi mezzo secolo per arrivare al progetto, depositato ormai nel 2012 e c’è il rischio concreto che la gara debba ripartire da zero. Anche per questo è necessario che la Commissione d’indagine dia risposte in fretta, individuando responsabili ed eventuali mandanti”.