“La vendita dell’ex Hotel San Marco sembra essere diventato il chiodo fisso della Giunta Zaia. E la Regione continua a insistere nonostante l’evidente fallimento e nonostante la contrarietà del territorio”. Così il Consigliere regionale Andrea Zanoni (Partito Democratico) commenta la riapertura dei termini per il quarto bando relativo all’alienazione dell’albergo di Tambre, nel Cansiglio, di cui al decreto numero 438 del 29 settembre, e con scadenza il 12 dicembre di quest’anno.

“Sembrano messaggi in bottiglia affidati alle onde, nella speranza che prima o poi qualcuno li raccolga. Un accanimento - aggiunge Zanoni - quasi avesse bisogno di disfarsene. Finora però non c’è mai stata un’offerta, nonostante il deciso calo di prezzo rispetto al primo bando di vendita. Resto convinto che la soluzione migliore per tutelare l’intera area sia la concessione, in modo da bloccare sul nascere speculazioni e possibili ‘assalti alla diligenza’. Concessione che tuttavia, al di là delle parole di circostanza, ora di Zaia ora di Bottacin, non è mai stata presa in considerazione, nonostante ci sia stata una manifestazione di interesse da parte di un privato, citata anche dalla delibera di Giunta del 27 giugno”.

“L’unico obiettivo - insiste in chiusura il consigliere dem - appare quello di fare cassa, ma alla fine ad avvantaggiarsi sarà solo il privato. La vendita dell’ex San Marco potrebbe essere il grimaldello per scardinare la porta del Cansiglio e magari mettere all’asta anche campo da golf, il rifugio Sant’Osvaldo, le aziende zootecniche, gli agriturismi ed i pascoli. Il Cansiglio da secoli è di proprietà del pubblico, perciò bene demaniale: venderlo a pezzetti dopo tutto questo tempo significa mettere a rischio un bene collettivo che invece andrebbe tutelato e protetto. Anche perché rappresenta uno dei luoghi naturali più ricchi di biodiversità di tutta l’Europa”.