“La cimice asiatica ha colpito pesantemente il settore agricolo in Veneto. Servono misure concrete e immediate per fronteggiare questa emergenza che non contemplino però l’uso di insetticidi chimici perché si sostituirebbe un problema con un altro”. È quanto afferma il Consigliere regionale del Partito Democratico Andrea Zanoni, primo firmatario di un’Interrogazione sottoscritta anche dai colleghi del gruppo PD Bruno Pigozzo, Orietta Salemi e Francesca Zottis e dalla Consigliera Cristina Guarda della lista AMP.

“La Halyomorpha halys, originaria dell’Asia orientale si è diffusa prima in Usa quindi in Europa centrale e poi in Italia. In Veneto - ricorda Zanoni - è stata ufficialmente ritrovata per la prima volta nel 2015 in frutteti della provincia di Treviso e, secondo Coldiretti avrebbe provocato danni per 30 milioni di euro e raccolti distrutti con percentuali tra il 20 e il 40. I territori maggiormente colpiti sono quelli di Verona, per il quale i danni sofferti sono stimati in venti milioni di euro, di Treviso e di Rovigo, con danni quantificati in quattro milioni di euro ciascuno. A fronte di questa emergenza, la Regione ha risposto con uno stanziamento di 28.900 euro per realizzare uno studio con monitoraggio. Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia hanno mostrato ben altra sensibilità: la prima ha messo a disposizione 10 milioni per finanziare l’acquisto e l’installazione da parte degli agricoltori di reti anti-insetto per la difesa degli impianti frutticoli, la seconda tre milioni per gli indennizzi e uno come contributo per sistemi di protezione”.

“Ancora non sappiamo se l’Università di Padova abbia o meno anticipato i risultati dello studio. In ogni caso, visti gli esempi di altre Regioni - conclude Zanoni - chiediamo che anche in Veneto vengano finanziati interventi di sostegno al settore agricolo, favorendo inoltre l’utilizzo di metodi ecologici e a basso impatto ambientale senza usare ancora insetticidi chimici”.