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		<title>Negli USA fanno il Weekend senza petrolio mentre a Treviso si trivellano i pozzi.</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 15:15:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Zanoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tutte le notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[TREVISO 2 settembre 2010.
Il 22 agosto scorso, mentre a Treviso balzava alle cronache dei media la notizia che la Celtique Energie Petroleum aveva ottenuto il via libera, dal ministero dello Sviluppo Economico (Ministro Silvio Berlusconi), per trivellare per sei anni il territorio della Marca in cerca di petrolio, in America si svolgeva il primo Weekend [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>TREVISO 2 settembre 2010.</p>
<p>Il 22 agosto scorso, mentre a Treviso balzava alle cronache dei media la notizia che la Celtique Energie Petroleum aveva ottenuto il via libera, dal ministero dello Sviluppo Economico (Ministro Silvio Berlusconi), per trivellare per sei anni il territorio della Marca in cerca di petrolio, in America si svolgeva il primo Weekend senza petrolio (Weekend without Oil).<span id="more-595"></span>Si tratta di un’iniziativa organizzata per diventare consapevoli di quanto i nostri stili di vita e di consumo siano legati all’uso del petrolio, il tutto in un momento storico dove i disastri planetari dovuti all’utilizzo e consumo del petrolio sono sotto gli occhi di tutti (basti pensare alla fuga di petrolio dal pozzo della British Petroleum nel Golfo del Messico e all’effetto serra).</p>
<p>Sono state scritte dieci regole da rispettare in quel weekend, regole che in realtà dovremmo cercare di seguire, per quanto possibile, nella vita di tutti i giorni.</p>
<p>Ve le trascrivo qui di seguito.</p>
<p>Un caro saluto</p>
<p><strong><span style="font-weight: normal;">Andrea Zanoni</span></p>
<p></strong></p>
<p><strong></strong><strong></p>
<p style="display: inline !important;"><span style="font-weight: normal;"><strong>LE DIECI REGOLE PER UN WEEK END SENZA PETROLIO</strong></span></p>
<p></strong><strong></p>
<p style="display: inline !important;"><span style="font-weight: normal;"> </span></p>
<p></strong></p>
<p><strong>1) Camminare o andare in bicicletta</strong>, evitare di usare l’auto e quando necessario organizzarsi viaggiando insieme ad altri praticando il car pooling. Il carburante per il trasporto è responsabile del 40% del consumo di petrolio.</p>
<p><strong></p>
<p style="display: inline !important;"><span style="font-weight: normal;"><strong>2) Evitare di acquistare nuove attrezzature sportive</strong> come palloni da calcio o di basket quando possono durare molti anni. Un quarto dei palloni viene realizzato con materiale plastico.</span></p>
<p></strong></p>
<p><strong></p>
<p style="display: inline !important;"><span style="font-weight: normal;"><strong>3) Utilizzare solamente borse riutilizzabili</strong>, perchè sprecare energie e risorse per un uso di pochi minuti?</span></p>
<p></strong></p>
<p><strong></p>
<p style="display: inline !important;"><span style="font-weight: normal;"><strong>4) Seguire una dieta consapevole</strong>, si può ridurre il consumo di petrolio cambiando la dieta, mangiando meno carne, consumando prodotti locali e alimenti biologici che non richiedono l’impiego di fertilizzanti spesso a base di petrolio.</span></p>
<p></strong></p>
<p><strong></p>
<p style="display: inline !important;"><span style="font-weight: normal;"><strong>5) Non comprare nuovi cosmetici</strong>, la maggior parte dei cosmetici come smalti, ciprie rossetti sono a base di petrolio e quando risulti necessario l’acquisto si possono trovare delle marche che non lo contengono.</span></p>
<p></strong></p>
<p><strong></p>
<p style="display: inline !important;"><span style="font-weight: normal;"><strong>6) Bere l’acqua del rubinetto</strong> per evitare lo spreco delle bottiglie di plastica. Quando ci si sposta si può utilizzare una borraccia.</span></p>
<p></strong></p>
<p><strong></p>
<p style="display: inline !important;"><span style="font-weight: normal;"><strong>7) Evitare di acquistare nuova tecnologia</strong> che consuma sempre molto petrolio, utilizzare l’elettronica che ancora funziona bene, non è necessario avere sempre l’ultimo ritrovato.</span></p>
<p></strong></p>
<p><strong></p>
<p style="display: inline !important;"><span style="font-weight: normal;"><strong>8) Evitare l’acquisto di nuovi Dvd</strong>: il petrolio è il materiale chiave per la loro produzione, l’imballaggio e la spedizione. Meglio andare al cinema o vedere i film in streaming.</span></p>
<p></strong></p>
<p><strong></p>
<p style="display: inline !important;"><span style="font-weight: normal;"><strong>9) Non comperare nuovi vestiti</strong>, gli abiti si possono usare piu’ a lungo o addirittura scambiare con gli amici o acquistare nei negozi vintage. Meno abiti prodotti equivale ad un risparmio di petrolio.</span></p>
<p></strong></p>
<p><strong></p>
<p style="display: inline !important;"><span style="font-weight: normal;"><strong>10) Evitare di comprare libri e di utilizzare la stampante</strong>, si può andare in biblioteca o leggere online, il petrolio viene usato in questo caso per la lavorazione della carta.</span></p>
<p></strong></p>
<p>Ciascuno di noi potrà trovare la/le regola/e cui adattarsi senza problemi, modificando con consapevolezza il proprio stile di vita.</p>
<p>Vedi anche: <a href="http://www.weekendwithoutoil.org/" target="_blank">http://www.weekendwithoutoil.org/</a></p>
<p>Internet: <a href="http://www.andreazanoni.it/" target="_blank">www.andreazanoni.it</a> – Email: <a href="mailto:zanoni@ecorete.it" target="_blank">zanoni@ecorete.it</a> &#8211; cell. 3479385856</p>
<p>- Facebook: <a href="mailto:zanoni-andrea@libero.it" target="_blank">zanoni-andrea@libero.it</a> &#8211; Youtube:<br />
Andrea Zanoni</p>
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		<title>Oggi riapre la caccia in Veneto e le associazioni ambientaliste si mobilitano con importanti azioni legali e di protesta. Manifestazione contro l’ennesimo tentativo del Consiglio Regionale di  approvare la legge salva-bracconieri e ricorso al TAR contro il calendario venatorio.</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 20:36:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Zanoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tutte le notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi 1 settembre, in tutto il Veneto riparte la caccia con la cosiddetta “preapertura” che consentirà di sparare, in deroga alla data di apertura fissata per il prossimo 19 settembre, a Merlo, Tortora, Ghiandaia, Gazza, Cornacchia e Cornacchia grigia. Si tratta dell’ennesimo regalo della giunta Zaia, ai 45.000 cacciatori veneti, di ben sette giornate in più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi 1 settembre, in tutto il Veneto riparte la caccia con la cosiddetta “preapertura” che consentirà di sparare, in deroga alla data di apertura fissata per il prossimo 19 settembre, a Merlo, Tortora, Ghiandaia, Gazza, Cornacchia e Cornacchia grigia. Si tratta dell’ennesimo regalo della giunta Zaia, ai 45.000 cacciatori veneti, di ben sette giornate in più di caccia nel solo mese di settembre. La stagione venatoria, salvo ulteriori “regalie”, cesserà il 31 gennaio del 2011.</p>
<p><span id="more-591"></span>Il calendario venatorio del Veneto, approvato con delibera 1730 del 29 giugno scorso, consente di cacciare, come sottolineato anche dall’ISPRA &#8211; Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale -  numerose specie di uccelli in fase di migrazione prenuziale (come accade per il Germano reale, la Folaga, la Cesena ed i Tordi), altre addirittura in periodo di riproduzione (come accade per il Colombaccio e la Starna), altre che attualmente si trovano in uno stato di conservazione sfavorevole e che pertanto dovrebbero essere protette(per esempio il Moriglione, la Pernice rossa, la Coturnice, la Pavoncella ed il Combattente).</p>
<p>Tuccio ciò risulta a nostro avviso in palese contrasto con l’articolo 42 della Legge Comunitaria approvata dal Parlamento lo scorso 12 maggio 2010, legge di recepimento della “Direttiva Uccelli”, per questo motivo la LAC con LAV, ENPA, WWF, LIPU e LEGAMBIENTE a breve impugnerà il calendario venatorio al TAR del Veneto.</p>
<p>Purtroppo i regali ai cacciatori non finiscono qui, il Consiglio Regionale del Veneto giovedì 9 e venerdì 10 farà un nuovo tentativo per approvare la legge sulla caccia in deroga ai piccoli uccelli migratori insettivori protetti dalle leggi nazionali e comunitarie (Pispola, Fringuello, ecc.).</p>
<p>Questa legge sarebbe meglio definirla la “legge salva-bracconieri” perché di fatto consentirebbe quello che in tutte le altre regioni viene definito bracconaggio, ovvero l’abbattimento di specie protette, un reato punito penalmente dalle sanzioni previste dalla legge quadro sulla caccia (art. 30 della L.157/92).</p>
<p>Per contrastare questo ennesimo tentativo di approvare il “Lodo Zaia”, lo potremmo chiamare così perché di fatto da l’immunità ai “cacciatori in deroga” dal reato di bracconaggio, LAC, LAV, ENPA, LIPU e molte altre associazioni hanno organizzato una manifestazione di protesta per venerdì 10 settembre davanti palazzo Ferro Fini (ritrovo in stazione dei Treni a Venezia alle ore 9.00, ritrovo alle 9.30 davanti il Consiglio Regionale a Palazzo Ferro Fini, info Renzo 348 9952822 o Massimo 320 4077439).</p>
<p>Contro il Far West delle doppiette in Italia ed in Veneto sabato 18 settembre LAV, LAC, OIPA, ENPA, Animalisti Italiani, No alla Caccia e <a href="http://www.lida.it/" target="_blank">L.I.D.A</a> hanno organizzato, sempre a Venezia, anche una manifestazione nazionale contro la caccia.</p>
<p>Andrea Zanoni &#8211; Presidente LAC Lega Abolizione Caccia &#8211; Sez. Veneto</p>
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		<title>A Paese raccolte un totale di 3.900 firme contro il nucleare, la privatizzazione dell’acqua e il legittimo impedimento. Consegnate in Cassazione ben 2.200.000 firme.</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Aug 2010 12:19:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Zanoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tutte le notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[ 

La scorsa settimana Italia dei Valori ha depositato presso la Corte di Cassazione ben 2.200.000 firme relative ai quesiti referendari contro il ritorno del nucleare in Italia, la privatizzazione dell’acqua  e il legittimo impedimento. La maggior parte delle firme che l&#8217;Italia dei Valori ha consegnato in Cassazione, circa 800mila, sono state raccolte per il quesito referendario [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p><strong></p>
<p style="display: inline !important;"><span style="font-weight: normal;">La scorsa settimana Italia dei Valori ha depositato presso la Corte di Cassazione ben 2.200.000 firme relative ai quesiti referendari contro il ritorno del nucleare in Italia, la privatizzazione dell’acqua  e il legittimo impedimento. La maggior parte delle firme che l&#8217;Italia dei Valori ha consegnato in Cassazione, circa 800mila, sono state raccolte per il quesito referendario che chiede l&#8217;abolizione del legittimo impedimento, 750 mila quelle contro la privatizzazione dell&#8217;acqua e 740 mila quelle contro la legge sul nucleare. In Veneto le firme raccolte sono state 120.000, ben 21.000 delle quali in provincia di Treviso e 3.900 nell’area di Paese.<span id="more-588"></span></span></p>
<p></strong>Più precisamente nell’area di Paese sono state raccolte circa 1300 firme per referendum, in particolare: 1.281 contro la privatizzazione dell’acqua, 1.275 contro il legittimo impedimento e 1.256 contro il nucleare.</p>
<p><em>“Abbiamo incontrato migliaia di cittadini arrabbiati ma ancora fiduciosi in un’Italia migliore </em>– ha commentato Andrea Zanoni presente in tutti i gazebo della zona in veste di consigliere comunale e certificatore delle firme –<em> cittadini che hanno compreso l’importanza del sostegno a questi referendum che rappresentano altrettante battaglie per la legalità, la giustizia e un ambiente sano.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em><span style="font-style: normal;"><em>Dal primo maggio a fine luglio, grazie a dei volontari meravigliosi abbiamo raccolto firme ininterrottamente  in tutte le piazze delle frazioni di Paese, nell’area del mercato settimanale, a Zero Branco e a Trevignano. </em><em> </em></span></p>
<p></em><em></p>
<p style="display: inline !important;"><span style="font-style: normal;"><em>Nonostante fossimo penalizzati da difficili condizioni per la realizzazione dei gazebo dovute ad un territorio privo di aree pedonali dove è incontrare le persone disponibili a fermarsi e firmare, abbiamo ottenuto un risultato meraviglioso raccogliendo quasi il doppio delle firme che avevamo preventivato. </em><em> </em></span></p>
<p></em><em></p>
<p style="display: inline !important;"><span style="font-style: normal;"><em>Per tutti noi è stata un’esperienza meravigliosa perché abbiamo avuto modo di incontrare da vicino molte persone e conoscere anche le varie problematiche del nostro martoriato territorio.”</em></span></p>
<p></em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em></p>
<p></em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em><span style="font-style: normal;"><a href="http://www.andreazanoni.it/" target="_blank">www.andreazanoni.it</a> cell. 347/9385856</span></p>
<p></em></p>
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		<item>
		<title>Consiglio Regionale Veneto: NON passa la legge sulla caccia in deroga agli uccelli protetti!</title>
		<link>http://www.andreazanoni.it/blog/?p=586</link>
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		<pubDate>Sat, 07 Aug 2010 12:13:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Zanoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tutte le notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Cari Amici, care Amiche,
ieri il Consiglio Regionale del Veneto ha finalmente visto andare in onda il funerale della legge sulla caccia in deroga. Nell&#8217;anno internazionale della biodiversità la Lega Nord, il Popolo della Libertà ed il governatore del Veneto Luca Zaia volevano approvare a tutti i costi la legge regionale sulla caccia a specie di uccelli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cari Amici, care Amiche,<br />
ieri il Consiglio Regionale del Veneto ha finalmente visto andare in onda il funerale della legge sulla caccia in deroga. Nell&#8217;anno internazionale della biodiversità la Lega Nord, il Popolo della Libertà ed il governatore del Veneto Luca Zaia volevano approvare a tutti i costi la legge regionale sulla caccia a specie di uccelli protette e utilissime all’agricoltura. Dopo le 20.00 il presidente del Consiglio ha chiuso la quarta seduta sull&#8217;argomento rinviando il tutto a settembre, ovvero decretando di fatto la morte della legge sulla caccia agli uccelli protetti.<span id="more-586"></span>A Settembre infatti non ci saranno più i tempi tecnici per portare in consiglio ed approvare la legge.</p>
<p>E&#8217; la prima volta che la caccia in deroga viene affossata grazie all&#8217;impegno dell&#8217;opposizione e senza incorrere in mediazioni farsa che nel passato non avevano portato a nulla di buono.</p>
<p>Ora se ne riparlerà a settembre perchè sarà la giunta Zaia che purtroppo delibererà di sparare ai Fringuelli ed alle Pispole, noi però saremo pronti a sparare i nostri ricorsi al TAR con i quali lo scorso anno abbiamo impallinato ben tre delibere sulle deroghe.</p>
<p>Un primo immediato risultato è l&#8217;aver ottenuto la salvezza di tutti i Prispoloni, piccolo uccello migratore che transita in Veneto dalla metà di agosto alla metà di settembre (il progetto di legge ne prevedeva la caccia già dal due settembre).</p>
<p>Per le altre specie ci penseranno i nostri avvocati e giudici del TAR Veneto. Quella di ieri è una data storica perchè ha visto soccombere la lobby venatoria cosi&#8217; vergognosamente iper rappresentata in consiglio regionale del Veneto.</p>
<p>Com&#8217;è possibile che una minoranza da prefisso telefonico come quella dei cacciatori migratoristi possa tenere in ostaggio un intero Consiglio Regionale contando su una maggioranza del 70%?</p>
<p>Fortunatamente questa volta in consiglio regionale c&#8217;è chi ha fatto sul serio presentando una valanga di emendamenti, unico strumento utile per affossare la legge: circa 1500 sono stati presentati da Italia dei Valori, circa 1000 dalla Federazione della Sinistra e 5 dal Partito Democratico.</p>
<p>A dimostrazione che le deroghe sono tutto un imbroglio, utile a far sparare a tutto e senza nessun limite di carniere, è arrivato il rifiuto della maggioranza (Lega, PDL) di accettare un emendamento utile per far segnare gli uccellini appena uccisi.</p>
<p>Sarebbe stato l&#8217;unico modo per controllare il reale numero di uccelli abbattuti ma evidentemente questi individui non vogliono né controlli né limiti.</p>
<p>Grazie a tutti i responsabili delle varie associazioni, gli attivisti, coloro che hanno partecipato al sit-in di protesta a Venezia e all&#8217;audizione in Commissione regionale caccia in Consiglio regionale e le migliaia di persone che in questi giorni hanno telefonato e scritto email, lettere e fax ai consiglieri regionali, svolgendo quindi un ruolo importantissimo in questa partita.</p>
<p>Voglio ringraziare inoltre i consiglieri che hanno presentato centinaia di emendamenti (Marotta, Pipitone e Franchetto per Italia dei Valoi e Petteno&#8217; per Federazione della Sinistra) senza i quali la legge sarebbe stata approvata già a fine luglio.</p>
<p>Questa importante vittoria ci deve dare coraggio e stimolo ad affrontare le nuove battaglie che ci aspettano per difendere i nostri amici alati e la natura tutta.</p>
<p>Ancora grazie</p>
<p>Un caro saluto</p>
<p>Andrea Zanoni Presidente della LAC del Veneto  Cell. 347/9385856</p>
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		</item>
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		<title>Veneto: affossata la legge ammazza fringuelli. Esultano le associazioni di tutela degli animali.</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Aug 2010 12:11:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Zanoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tutte le notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell’anno dedicato alla biodiversità non poteva esserci miglior notizia di quella dell’affossamento del progetto di legge che avrebbe consentito ai cacciatori veneti di sparare ad uccelli protetti utili all’agricoltura quali Fringuello, Peppola, Pispola, Prispolone, Storno e Frosone.Ieri sera il Consiglio Regionale del Veneto ha chiuso con un nulla di fatto la quarta giornata dedicata al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’anno dedicato alla biodiversità non poteva esserci miglior notizia di quella dell’affossamento del progetto di legge che avrebbe consentito ai cacciatori veneti di sparare ad uccelli protetti utili all’agricoltura quali Fringuello, Peppola, Pispola, Prispolone, Storno e Frosone.<span id="more-585"></span>Ieri sera il Consiglio Regionale del Veneto ha chiuso con un nulla di fatto la quarta giornata dedicata al progetto di legge sul caccia in deroga, fortemente voluto dal Governatore Zaia e dai gruppi di Lega, Pdl ed Udc e altrettanto fortemente osteggiata da Italia dei Valori, Federazione della Sinistra e PD che avevano presentato rispettivamente 1500, 1000 e 5 emendamenti.</p>
<p>La legge pertanto è stata affossata perché a settembre, alla ripresa dei lavori del Consiglio, non ci saranno più i tempi tecnici per approvarla in tempo utile per l’inizio della stagione di caccia.</p>
<p>Lo scorso 20 luglio LAC, LAV, ENPA, Legambiente, LIPU e WWF sulla questione avevano notificato ai consiglieri regionali una diffida al voto sostenendo fortemente l’illegittimità dell’atto, diffida che in qualche modo ha raggiunto l’obiettivo.</p>
<p>Ora la giunta Zaia probabilmente tenterà di approvare una delibera per  consentire, in spregio alle norme nazionali e comunitarie, la caccia ai piccoli uccelli migratori protetti; se ciò accadrà arriveranno subito i nostri ricorsi al TAR del Veneto che, dopo la condanna dell’Italia per la caccia in deroga della Corte di Giustizia europea del 15 luglio scorso, molto probabilmente ne decreterà l’annullamento.</p>
<p><em>“Quella di ieri è una giornata storica</em> – hanno dichiarato Andrea Zanoni e Massimo Vitturi responsabili locali di LAC e LAV – <em>dopo anni di nuove leggine sulle deroghe approvate prima delle vacanze, ieri abbiamo assistito al funerale del progetto di legge targato Zaia. E’ una vittoria dovuta soprattutto alla manovra emendativa dei consiglieri di Italia dei Valori e Federazione della sinistra che fino all’ultimo si sono battuti per affossare la legge. E’ una sconfitta della lobby venatoria inspiegabilmente e vergognosamente sovrarappresentata nei banchi del Consiglio Regionale del Veneto. Quel che conta è che sono salvi milioni di piccoli uccelli migratori protetti in tutta Europa”.</em></p>
<p>Info: LAC Sez. Veneto &#8211; cell. 347/9385856</p>
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		<title>Lega, PDL e UDC continuano la battaglia in consiglio regionale per legalizzare il bracconaggio in Veneto</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Aug 2010 12:09:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Consiglio Regionale del Veneto in queste ore continua la seduta fiume per approvare la legge sulla caccia in deroga. Tutti i cittadini possono assistere da casa al dibattito dell’aula di Palazzo Ferro Fini tramite la diretta on line sul sito www.consiglioveneto.it. Si tratta di un provvedimento illegittimo che consente in Veneto ciò che in tutto il resto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Consiglio Regionale del Veneto in queste ore continua la seduta fiume per approvare la legge sulla caccia in deroga. Tutti i cittadini possono assistere da casa al dibattito dell’aula di Palazzo Ferro Fini tramite la diretta on line sul sito <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.consiglioveneto.it/" target="_blank">www.consiglioveneto.it</a></span>. Si tratta di un provvedimento illegittimo che consente in Veneto ciò che in tutto il resto d’Italia è considerato bracconaggio. Fortunatamente IDV e FE-RC stanno conducendo una battaglia ostruzionistica per affossare la legge.<span id="more-583"></span>“Lega, PDL ed UDC in queste ore stanno tentando di approvare la caccia agli uccelli protetti come la Pispola, il Prispolone, il Fringuello, lo Storno, il Fringuello e la Peppola – ha dichiarato Andrea Zanoni presidente della LAC del Veneto – si tratta di specie insettivore quindi utili all’agricoltura.</p>
<p>Va inoltre ricordato che questa legge regionale depenalizza il reato di bracconaggio perché concede ai cacciatori veneti l’immunità dalle sanzioni penali previste dalla legge sulla caccia, la 157/92, per chi abbatte specie protette, pertanto va a legalizzare il bracconaggio in Veneto.</p>
<p>In Italia manca una norma importantissima, ovvero una disposizione che preveda che le sanzioni della comunità europea dovute a norme illegittime vengano pagate dai legislatori che l’hanno votata e dai beneficiari, in questo caso i cacciatori.</p>
<p>Senza tale norma tutti noi cittadini contribuenti continueremo a pagare di tasca nostra per dei privilegi concessi illegalmente ad una minoranza da prefisso telefonico purtroppo sovra rappresentata nell’aula di Palazzo Ferro Fini.</p>
<p>Invito le persone sensibili ai temi ambientali e alla legalità ad inviare messaggi di sostegno ai consiglieri di opposizione che in queste ore si stanno adoperando per rispedire la legge al mittente.”</p>
<p>LAC Lega Abolizione Caccia Sez. Veneto email: <a href="mailto:lacveneto@ecorete.it" target="_blank">lacveneto@ecorete.it</a> cell. 347/9385856</p>
<a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.andreazanoni.it%2Fblog%2F%3Fp%3D583&amp;linkname=Lega%2C%20PDL%20e%20UDC%20continuano%20la%20battaglia%20in%20consiglio%20regionale%20per%20legalizzare%20il%20bracconaggio%20in%20Veneto"><img src="http://www.andreazanoni.it/blog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share/Bookmark"/></a>]]></content:encoded>
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		<title>Zanoni interroga il Sindaco di Paese sulla questione cave: “Nessuna concessione ai cavatori, hanno già massacrato abbondantemente il territorio di Paese.”</title>
		<link>http://www.andreazanoni.it/blog/?p=575</link>
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		<pubDate>Sat, 31 Jul 2010 12:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Zanoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tutte le notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Comunicato del 31 luglio 2010. Andrea Zanoni, consigliere comunale di IDV, ha presentato un’interrogazione per sapere che fine ha fatto lo striscione del comune di Paese affisso dal 2008 in piazza a Paese con lo slogan “BASTA CAVE A PAESE”.
L’argomento era già balzato nella cronaca dei quotidiani tre mesi fa e successivamente Zanoni aveva chiesto spiegazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Comunicato del 31 luglio 2010. Andrea Zanoni, consigliere comunale di IDV, ha presentato un’interrogazione per sapere che fine ha fatto lo striscione del comune di Paese affisso dal 2008 in piazza a Paese con lo slogan “BASTA CAVE A PAESE”.</p>
<p><span id="more-575"></span>L’argomento era già balzato nella cronaca dei quotidiani tre mesi fa e successivamente Zanoni aveva chiesto spiegazioni alla giunta di Paese durante un consiglio comunale senza ottenere risposta.</p>
<p><em>“Trovo inquietante che il comune rinunci ad un simbolo </em>– ha commentato Zanoni –<em> condiviso da tutti i cittadini e che rappresenta la volontà politica di un’intera comunità per dire basta al massacro del territorio di Paese.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Trovo ancora più inquietante che il comune di Paese pensi di incontrare la ditta Biasuzzi per parlare di interventi edificatori nel complesso della cava di via Primo Maggio a Treforni.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Se verranno presentati progetti che prevedono la cementificazione di quell’area questi troveranno la nostra ferma ed energica opposizione.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>A Paese c’è già troppo cemento ed inoltre credo che una amministrazione responsabile dovrebbe chiedere a Biasuzzi, come presupposto per qualsiasi dialogo, il ritiro del progetto sulla cava Morganella che prevede l’approfondimento sino a 65 metri di profondità, con tutti i conseguenti rischi di inquinamento della falda di acqua potabile utilizzata dagli acquedotti.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><a href="http://www.andreazanoni.it/" target="_blank">www.andreazanoni.it</a> – cell. 347/9385856</p>
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		<title>Il progetto di legge sulla caccia in deroga mette a rischio specie di uccelli in pessimo stato di conservazione, lo dice l’I.S.P.R.A.</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 12:02:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Zanoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tutte le notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Comunicato del 30 luglio 2010. Il Consiglio Regionale del Veneto ieri 29 luglio ha terminato la discussione generale sul progetto di legge sulla caccia in deroga voluta da PDL, Lega Nord e dal Governatore Zaia. Il progetto ora verrà esaminato e votato a partire dalle 14.30 di martedì prossimo 3 agosto per proseguire, a partire dalle 10.30, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Comunicato del 30 luglio 2010. Il Consiglio Regionale del Veneto ieri 29 luglio ha terminato la discussione generale sul progetto di legge sulla caccia in deroga voluta da PDL, Lega Nord e dal Governatore Zaia. Il progetto ora verrà esaminato e votato a partire dalle 14.30 di martedì prossimo 3 agosto per proseguire, a partire dalle 10.30, mercoledì 4 e giovedì 5 agosto. <span id="more-579"></span>I gruppi di opposizione hanno promesso che si batteranno per affossare la legge, in particolare Italia dei Valori ha presentato ben 1600 emendamenti mentre la Federazione della Sinistra ne ha presentati 1200.</p>
<p>Il progetto in esame oltre ad essere fortemente illegittimo perché viola gravemente la Direttiva Comunitaria “Uccelli”, nonché importanti pronunciamenti dei giudici della Corte Costituzionale e della Corte di Giustizia Europea, viene bocciato nel suo complesso anche dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), organismo scientifico pubblico.</p>
<p>L’ISPRA soffermandosi sulle specie oggetto di caccia: Prispolone, Pispola, Frosone, Fringuello, Peppola e Storno, tramite una recente circolare del 26 luglio scorso, ha affermato che si tratta di specie di uccelli “caratterizzate da uno stato di conservazione sfavorevole”, smentendo quanto affermato dai promotori della legge che nella relazione affermano il contrario.</p>
<p><em>“Questo è un progetto che oltre ad essere gravemente illegittimo e causa di possibili nuove sanzioni europee </em>– ha dichiarato Andrea Zanoni presidente della LAC del Veneto -<em> è privo di ogni supporto scientifico e, come sottolineato dall’ISPRA, prevede la caccia a specie di uccelli le cui popolazioni sono in pessimo stato di conservazione. E’ come consentire di sparare sulla Croce Rossa. Speriamo che i 2800 emendamenti di Italia dei Valori e Federazione della Sinistra servano a cestinare un progetto di legge che offende tutti i cittadini di buon senso”.</em></p>
<p><strong>LAC Lega Abolizione Caccia – Sez. Veneto &#8211; Cell. 347/9385856 </strong>Via Cadore 15/C, int.1 31100 TREVISO</p>
<p>Comunicato del 28 luglio 2010</p>
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		<title>In Veneto c’è crisi, Zaia dichiara guerra alla Pispola e i veneti pagano ancora.</title>
		<link>http://www.andreazanoni.it/blog/?p=582</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 12:06:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Zanoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tutte le notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Lettera del 27 luglio 2010. I cacciatori veneti grazie al calendario venatorio 2010/2011 della Giunta Zaia, approvato il 29 giugno scorso, potranno cacciare, più o meno legittimamente, ben 44 specie di animali selvatici, si tratta del calendario venatorio con il maggior numero di specie cacciabili a livello nazionale.L’ingordigia di alcuni cacciatori veneti però non finisce qui, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lettera del 27 luglio 2010. I cacciatori veneti grazie al calendario venatorio 2010/2011 della Giunta Zaia, approvato il 29 giugno scorso, potranno cacciare, più o meno legittimamente, ben 44 specie di animali selvatici, si tratta del calendario venatorio con il maggior numero di specie cacciabili a livello nazionale.<span id="more-582"></span>L’ingordigia di alcuni cacciatori veneti però non finisce qui, loro vogliono sparare alle specie dei piccoli uccelli migratori, agli uccellini insettivori utili all’agricoltura.</p>
<p>Ad assecondare queste pretese illegittime trovano in prima linea il neo governatore Zaia che per avere il loro consenso quest’anno si è fatto in quattro, incorrendo anche in qualche scivolone.</p>
<p>Preso evidentemente dalla foga dei primi 100 giorni, del “faccio tutto io”, il 28 aprile, ancora prima della seduta inaugurale del consiglio regionale, presentava un progetto di legge, il n.21, assieme a tutti i consiglieri leghisti, che prevedeva ben sei specie di uccelli protetti cacciabili in deroga.</p>
<p>Le specie protette dalla legge quadro sulla caccia, dalle Direttive Comunitarie e dalla Convenzione di Berna sulla tutela della biodiversità da far cacciare grazie alle deroghe di questo progetto sono: la Pispola, il Fringuello, la Peppola, lo Storno, il Prispolone ed il Frosone, specie tutelate dal 1982!</p>
<p>Le motivazioni di queste deroghe, come si può leggere nel testo di legge, sono le “tradizioni culturali venete”. Ma quali tradizioni venete se sono uccelli non più cacciabili da quasi trent’anni!</p>
<p>Il 26 maggio, circa un mese dopo dalla presentazione del progetto di legge, Zaia richiede il ritiro della sua firma. Aveva capito di aver commesso un errore.</p>
<p>Che cosa era successo ?  Forse aveva riflettuto sul fatto che la caccia agli uccelli protetti è considerata reato e che con questa legge si autorizzava quello che è considerato bracconaggio nel resto d’Italia? O che ai contribuenti tutto ciò costa parecchi soldi in multe dell’Unione Europea per la violazione delle direttive comunitarie? O ancora che è giusto tutelare questi uccelli perché utili all’agricoltura e quindi utili ad evitare l’uso di sempre maggiori quantità di antiparassitari fortemente cancerogeni?</p>
<p>Purtroppo no, Zaia aveva ritirato il progetto di legge semplicemente perché il 29 giugno del 2010 ne aveva approvato un altro in giunta regionale, il n.55.</p>
<p>Evidentemente i due progetti presentati prima da membro del Consiglio Regionale e poi in veste di Governatore erano in palese conflitto tra di loro.</p>
<p>Ma cosa cambiava dal progetto di legge n.21 del 28 aprile rispetto a quest’ultimo?</p>
<p>Semplice, Zaia evidentemente non era contento del totale di ben 848.720 uccelli protetti cacciabili con il primo progetto (questa è la cifra totale dei capi da abbattere previsti complessivamente per le sei specie) tant’è vero che con il secondo progetto di legge, quello della giunta, questi salivano a ben 1.578.858 ! Un incremento dell’86%!</p>
<p>Il tutto alla faccia delle “piccole quantità” di uccelli che la Direttiva Comunitaria prevede in caso di applicazione delle deroghe (e solo per la tutela delle colture agricole, per motivi sanitari, per motivi di sicurezza, ecc.).</p>
<p>Zaia forse dimentica che:</p>
<p>1)  la Corte di Giustizia europea ha in corso un processo contro l’Italia perché la legge sulle deroghe del Veneto viola la Direttiva Comunitaria “Uccelli” (Procedura di infrazione U.E. 4924/04 e Causa C-164/09);</p>
<p>2)  la Corte di Giustizia Europea il 15 luglio scorso ha condannato l’Italia a pesanti sanzioni perché tramite le regioni consente la caccia in deroga ad uccelli protetti (Causa C-573/08);</p>
<p>3)  l’ISPRA, organismo scientifico pubblico che a norma della Direttiva Comunitaria “Uccelli” può stabilire se vengono rispettate o meno le rigide procedure previste per le deroghe,  in data 26 luglio ha  scritto che non vengono rispettati i criteri tecnici, normativi e scientifici per l’applicazione delle deroghe e che tutte le sei specie si trovano in uno stato di conservazione sfavorevole;</p>
<p>4) le deroghe sono applicabili solo in casi estremi, definiti, particolari e non possono essere una prassi come invece accade in Veneto dal 2002;</p>
<p>5) consentire per legge la caccia in deroga vuol dire legalizzare il bracconaggio, infatti  uccidere questi uccellini nel resto d’Italia resterà punibile con una sanzione penale (reato ex art.30 comma 1  L.157/1992).</p>
<p>6) la legge statale 157/92, la legge regionale 13/2005 e la Sentenza della Corte Costituzionale n.250 del 25/06/2008 sanciscono che una regione può adottare la caccia in deroga solo tramite atto amministrativo della Giunta regionale e mai tramite legge.</p>
<p>Su quest’ultimo punto Zaia pare lavarsene le mani, infatti a norma di legge è la Giunta regionale che è tenuta a regolamentare l’applicazione delle deroghe, il Consiglio Regionale  non ha il potere legislativo in merito.</p>
<p>Evidentemente Zaia non ha il coraggio di assumersi le proprie responsabilità in veste di Presidente Regionale, facendo da scaricabarile e lasciando la patata bollente ai Consiglieri Regionali!</p>
<p>Questo progetto di legge (passato in commissione Agricoltura e Caccia lo scorso 20 luglio con voti favorevoli di Lega Nord, Popolo della Libertà e UDC, l’astensione del PD e il voto contrario di Italia dei Valori) il 28 luglio prossimo sarà in votazione al dodicesimo punto all’ordine del giorno del Consiglio Regionale.</p>
<p>Vedremo quali saranno i consiglieri che avranno la faccia tosta di votare a favore, soprattutto dopo la condanna del 15 luglio scorso dell’Italia, da parte della Corte di Giustizia Europea, al pagamento di pesanti sanzioni perché alcune regioni italiane (Veneto in testa) consentono la caccia in deroga ad uccelli protetti (Causa C-573/08).</p>
<p>Speriamo che non si ripeta quanto accaduto l’1/08/2008 quando, durante la votazione di una leggina simile, la minoranza tentò di far cadere il numero legale per affossarla, tentativo reso invano dall’infedeltà di due consiglieri del PD, che con la loro presenza al voto contribuirono a mantenere il numero legale facendo da stampella alla maggioranza di Galan per l’approvazione della leggina.</p>
<p>I tempi fortunatamente sono cambiati, la giurisprudenza in merito ha fatto dei passi da gigante, tant’è che gli stessi uffici legislativi del Consiglio Regionale hanno messo in guardia, invano, i Consiglieri della Commissione Agricoltura e Caccia sulla gravità della situazione.</p>
<p>Inoltre con questa nuova legislatura i tre consiglieri del nuovo gruppo di Italia dei Valori, appoggiati dal consigliere della Federazione della Sinistra, hanno le idee ben precise per inchiodare il Consiglio ed evitare così che una legge illegittima venga approvata sulla pelle degli uccelli protetti, in barba alle leggi ed alla giurisprudenza e, fatto tutt’altro che trascurabile – specie in periodo di crisi economica -  a danno delle tasche dei contribuenti le cui tasse potrebbero essere utilizzate per pagare le pesanti multe per l’attività venatoria di pochi.</p>
<p>Per fermare questa legge sarà ininfluente esprimere semplicemente il proprio voto contrario, come anticipato da qualche gruppo dell’opposizione, il voto contrario non blocca la legge.</p>
<p>L’unico modo per affossare la legge  è la messa in campo di una sostanziosa manovra emendativa ostruzionistica che l’attuale regolamento consigliare consente alle minoranze per bloccare leggi illegali come questa.</p>
<p>Vedremo entro pochi giorni se il “Lodo Zaia”, che di fatto darebbe ai cacciatori veneti l’immunità dal reato di bracconaggio, diverrà legge, magari dopo ore ed ore di dibattito, o verrà rispedito al mittente come è giusto ed onesto che sia.</p>
<p>Intanto non ci resta che sperare che Zaia dimostri la stessa solerzia anche per questioni come il lavoro, la disoccupazione, la crisi e i nuovi poveri del Veneto.</p>
<p><strong>Andrea Zanoni</strong></p>
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		<item>
		<title>A Paese (TV) ULTIMO gazebo ROVENTE di tutto il Veneto per la raccolta delle firme per l&#8217;abolizione delle leggi sulla privatizzazione dell&#8217;acqua, sul ritorno del nucleare in Italia e sul legittimo impedimento.  Si conclude così la campagna di raccolta firme per i referendum partita in tutta Italia il primo maggio scorso.</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Jul 2010 19:20:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Zanoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tutte le notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Comunicato del 17 luglio 2010
Domani DOMENICA 18 luglio in piazza Andreatti a Paese (TV), davanti il piazzale della chiesa di Paese capoluogo, Italia dei Valori di Paese terrà l&#8217;ultimo gazebo di tutta le provincia e di tutto il Veneto, dalle 8.30 alle 12.30, per la raccolta delle firme, per le proposte di referendum, per abolire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Comunicato del 17 luglio 2010<br />
Domani DOMENICA 18 luglio in piazza Andreatti a Paese (TV), davanti il piazzale della chiesa di Paese capoluogo, Italia dei Valori di Paese terrà l&#8217;ultimo gazebo di tutta le provincia e di tutto il Veneto, dalle 8.30 alle 12.30, per la raccolta delle firme, per le proposte di referendum, per abolire le leggi sul ritorno del nucleare in Italia, sulla privatizzazione dell&#8217;acqua e sul legittimo impedimento delle più alte cariche dello stato a presentarsi davanti alla magistratura. <span id="more-572"></span>L&#8217;obiettivo a livello nazionale è già stato raggiunto lo scorso 6 luglio con ben oltre 1.500.000 firme raccolte per i tre quesiti.</p>
<p>Sono stati tre mesi molto intensi che hanno visto la partecipazione ai gazebi di molti volontari che spesso hanno passato intere mattinate e pomeriggi nelle piazze e nei mercati anche sotto il sole cocente, un impegno che però ha dato i frutti sperati con la raccolta di migliaia e migliaia di firme (il numero esatto si saprà tra una settimana a conteggi avvenuti).</p>
<p>Il lavoro dei volontari però non finisce qui perché in queste ore c&#8217;è una frenetica attività per la richiesta dei certificati di iscrizione elettorale di ciascun firmatario ai relativi comuni di residenza, da allegare a ciascun modulo compilato.</p>
<p><em>&#8220;Grazie a tutti i nostri volontari e soprattutto ai cittadini che hanno sottoscritto i tre referendum &#8211; </em>ha dichiarato Andrea Zanoni di Italia dei Valori di Paese<em> &#8211; perché sarà grazie a tutti loro se gli italiani potranno sperare di cancellare tre leggi anacronistiche, assurde ed ingiuste che rispondono solo agli interessi dei potentati economici dell&#8217;acqua e del nucleare e a quelli di chi è allergico al principio secondo il quale la legge è uguale per tutti.&#8221;</em></p>
<p><span style="font-size: small;">Info. 347/9385856 </span><span style="font-size: small;">Internet: <a href="http://www.andreazanoni.it/" target="_blank">www.andreazanoni.it</a> &#8211; Email: <a href="mailto:zanoni@ecorete.it" target="_blank">zanoni@ecorete.it</a> &#8211; cell. 3479385856 </span><span style="font-size: small;">- Facebook: <a href="mailto:zanoni-andrea@libero.it" target="_blank">zanoni-andrea@libero.it</a> &#8211; Youtube : </span><span style="font-size: small;">Andrea Zanoni</span></p>
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		<item>
		<title>La Corte di Giustizia  Europea condanna l’Italia per la caccia in deroga a specie di uccelli protetti.</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Jul 2010 19:18:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Zanoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Corte di Giustizia  Europea con la Sentenza C-753/08 di ieri 15 luglio 2010 ha condannato l’Italia per la violazione della Direttiva “Uccelli”a causa delle leggi approvate dalle regioni con le quali è stata autorizzata la caccia in deroga a specie di uccelli protetti.Negli ultimi anni molte regioni italiane, con in testa il Veneto e la Lombardia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Corte di Giustizia  Europea con la Sentenza C-753/08 di ieri 15 luglio 2010 ha condannato l’Italia per la violazione della Direttiva “Uccelli”a causa delle leggi approvate dalle regioni con le quali è stata autorizzata la caccia in deroga a specie di uccelli protetti.<span id="more-570"></span>Negli ultimi anni molte regioni italiane, con in testa il Veneto e la Lombardia, hanno concesso la caccia di uccelli protetti con la cosiddetta“caccia in deroga”, passata da evento eccezionale a prassi acquisita. Con la sentenza della Corte  il quadro normativo appare finalmente chiaro: le “deroghe” si definiscono tali perché sono misure eccezionali da assumere solo  in casi ben precisi; quando diventano un’abitudine, cosi’ com’è accaduto in Veneto dove vengono concesse sin dai primi anni del 2000, non sono piu’ “deroghe” ma “prassi”. Prima di questa sentenza la caccia in deroga era diventata prassi stabilita, praticamente un “diritto acquisito”. Con questa sentenza l’Italia ha subito una lezione di civiltà, la condanna della Corte di Giustizia Europea è uno smacco politico senza precedenti, in un solo colpo vengono messe a nudo le bugie, raccontate per anni, di assessori regionali, parlamentari  ed europarlamentari che giuravano che la caccia in deroga veniva esercitata nel “pieno rispetto delle deroghe”. I consiglieri regionali del Veneto del PDL e della LEGA, nonché la Giunta regionale Zaia, che nelle scorse settimane avevano presentato in Consiglio Regionale tre progetti di legge (i PPDLL n.21, 42 e 55), per far ripartire la caccia in deroga in Veneto, sono ora obbligati a fare marcia indietro. Il 20 luglio infatti è stata addirittura fissata una convocazione della IV Commissione Consigliare per approvare un disegno di legge sulla caccia in deroga,  seduta durante la quale saranno sentite le associazioni ambientaliste, venatorie ed agricole. Con i suddetti progetti di legge si voleva far cacciare specie di uccelli utili all’agricoltura come il Fringuello, la Peppola, la Pispola, il Prispolone, il Frosone e lo Storno unica specie divoratrice del dannosissimo bruco americano. “Tutta la società civile dovrebbe chiedere al Parlamento italiano – ha dichiarato Andrea Zanoni presidente della Lega per l’Abolizione Caccia del Veneto – di approvare una legge con la quale venga previsto che chi paga le spese e le sanzioni europee per la caccia in deroga non siano tutti i cittadini italiani, bensi’ tutti gli assessori, consiglieri regionali, europarlamentari che hanno approvato queste disposizioni illecite. Finalmente, dopo anni di attesa sono state smascherate le menzogne durate dieci anni dei sostenitori della caccia in deroga, vedremo quali altre bugie racconteranno ora ai cacciatori.”</p>
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		<title>Una lettera al presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, e ai sessanta consiglieri regionali del Veneto per bloccare il progetto della cava di ghiaia piu’ profonda d’Europa che mette a rischio le falde acquifere.</title>
		<link>http://www.andreazanoni.it/blog/?p=565</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 21:21:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Zanoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tutte le notizie]]></category>

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I responsabili di sette tra le maggiori associazioni del trevigiano che da anni operano per la difesa dell’ambiente e per limitare l’estrazione selvaggia di ghiaia (Paeseambiente – Italia Nostra Treviso – Comitato Salvaguardia Ambientale di Volpago del Montello – Legambiente Trevignano Istrana – Gruppo Silis Morgano – Cittadini di San Bernardino di Quinto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p><strong></p>
<p style="display: inline !important;"><span style="font-weight: normal;">I responsabili di sette tra le maggiori associazioni del trevigiano che da anni operano per la difesa dell’ambiente e per limitare l’estrazione selvaggia di ghiaia (Paeseambiente – Italia Nostra Treviso – Comitato Salvaguardia Ambientale di Volpago del Montello – Legambiente Trevignano Istrana – Gruppo Silis Morgano – Cittadini di San Bernardino di Quinto di Treviso – Comitato Salvaguardia Territorio di Loria ONLUS), oggi hanno scritto ai sessanta consiglieri regionali del Veneto ed al presidente della Regione, Luca Zaia, per chiedere la bocciatura del progetto della cava più profonda d’Europa. <span id="more-565"></span></span></p>
<p></strong>La Commissione Regionale VIA a breve si pronuncerà sul progetto che consente di scavare più in profondità nella cava Morganella (situata tra Ponzano Veneto e Paese in provincia di Treviso) presentato dalla cordata di cavatori Biasuzzi Cave Spa, Calcestruzzi Spa e Superbeton Spa; si tratta della cava sottofalda più grande d’Europa: attualmente è lunga un chilometro e larga 500 metri, dentro vi starebbe ben 44 volte la cattedrale di San Pietro messa una a fianco dell’altra! Il progetto prevede il prolungamento dell’attività per altri 20 anni, l’estrazione di altri 8.800.000 metri cubi di ghiaia e l’approfondimento dell’estrazione dagli attuali 40 metri di profondità a ben 65 metri (quota mai raggiunta in Europa in siti simili).</p>
<p>Si tratta purtroppo di escavazioni effettuate dentro la falda acquifera, in violazione della legge veneta n.44/82 che vieta le escavazioni sottofalda, falda che nella zona si può trovare a dodici metri di profondità.</p>
<p>Scavare la ghiaia sino ad una quota di 65 metri di profondità significa mettere in comunicazione falde acquifere diverse, diffondendo l’inquinamento cronico di quelle più superficiali verso quelle sottostanti.</p>
<p>Da una quindicina di anni l’attività della cava Morganella viene autorizzata dalla Regione Veneto, grazie a proroghe su proroghe, senza mai arrivare alla sua ricomposizione.</p>
<p>Il Comune di Treviso inoltre non è stato coinvolto nella procedura VIA, nonostante disti solo 600 metri dalla cava e sia interessato direttamente dal traffico pesante e dalle ripercussioni sulla falda acquifera (a Treviso ci sono centinaia di pozzi d’acqua ad uso potabile).</p>
<p>La cava Morganella confina con due discariche: una per rifiuti inerti della Biasuzzi Cave Spa, oggi non più in attività, e la discarica di rifiuti solidi urbani, la Marini, oggi esaurita, nella quale si sono registrate anomalie nelle acque di falda.</p>
<p>Per scongiurare prevedibili disastri ambientali e per tutelare la falda acquifera le associazioni hanno preannunciato che se il progetto verrà approvato impugnerannio al TAR del Veneto la delibera autorizzativa regionale.</p>
<p>Andrea Zanoni, Presidente di Paeseambiente, uno dei firmatari della lettera ha commentato:</p>
<p><em>“Ci siamo appellati al Presidente della Regione e a tutti i Consiglieri Regionali perché riteniamo che sia un loro dovere difendere la falda acquifera che alimenta i pozzi che portano l’acqua potabile ai rubinetti nelle nostre case.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em><span style="font-style: normal;"><em>Se verrà dato il via libera a questo progetto, tutti i cavatori si sentiranno legittimati a richiedere di scavare ancora di più sottofalda e questo per l’intero Veneto si tradurrebbe in un disastro per il futuro delle falde acquifere.</em></span></p>
<p></em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em><span style="font-style: normal;"><em>Per capire lo scempio ambientale già in atto invito tutti a digitare “ponzano veneto cava morganella” con il programma Google Earth, l’enorme superficie azzurra della cava che si puo’ vedere non è un semplice laghetto ma la falda acquifera messa a nudo dai cavatori.</em></span></p>
<p></em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em><span style="font-style: normal;"><em>Dobbiamo far bloccare il progetto a tutti i costi: con l’escavazione a meno 65 metri le due discariche confinanti con la cava potrebbero crollare dentro le falde con conseguenze catastrofiche”</em></span></p>
<p></em></p>
<p>Paeseambiente – <a href="http://www.paeseambiente.org/" target="_blank">www.paeseambiente.org</a> – email: <a href="mailto:paeseambiente@ecorete.it" target="_blank">paeseambiente@ecorete.it</a> – Cell. 347/9385856.</p>
<p>VIDEO MORGANELLA: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=YUeBAeoFKrI" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=YUeBAeoFKrI</a></p>
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		<title>Il sindaco di Ponzano specula sui maltrattamenti degli animali per mascherare lo scempio ambientale della Morganella. Zanoni presidente di Paeseambiente: “Granello prende in giro i cittadini e gli animalisti”.</title>
		<link>http://www.andreazanoni.it/blog/?p=562</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 19:43:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Zanoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tutte le notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo il macabro caso del gattino Pallino, risalente a metà dello scorso aprile, infilzato da un delinquente con la freccia lanciata da una balestra, sulla questione il sindaco di Ponzano Veneto Giorgio Granello era intervenuto ripetutamente sulla stampa locale.Granello aveva promesso “tolleranza zero”, aveva dichiarato “Riusciremo a portare il killer con la balestra, ne sono certo”, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il macabro caso del gattino Pallino, risalente a metà dello scorso aprile, infilzato da un delinquente con la freccia lanciata da una balestra, sulla questione il sindaco di Ponzano Veneto Giorgio Granello era intervenuto ripetutamente sulla stampa locale.<span id="more-562"></span>Granello aveva promesso <em>“tolleranza zero”,</em> aveva dichiarato <em>“Riusciremo a portare il killer con la balestra, ne sono certo”,</em> e ancora <em>“il comune si costituirà parte civile”,</em> inoltre il 20 e 22 aprile scorso veniva data la notizia che<em>“La giunta ha predisposto un regolamento, che verrà seguito da un’ordinanza, con multe fino a 5 mila euro per punire chi maltratta gli animali.”</em> e che <em>“il Killer ha le ore contate”.</em></p>
<p>Addirittura i giornali davano la notizia che il presidente della Provincia Muraro <em>“…plaude al sindaco di Ponzano Giorgio Granello che, in seguito all’episodio del micio trafitto, ha annunciato l’approvazione di un’ordinanza con multe fino a 5.000 euro per chi maltratta gli animali.”. </em>Successivamente Granello interveniva anche sulla gestione del canile di Ponzano Veneto promettendo di <em>“andare a fondo sulla questione”</em>e ancora<em> “ promettendo di telefonare a tutti i suoi colleghi”.</em></p>
<p>Infine <em>“dulcis in fundo”,</em> dichiarava alla stampa che tutti i circhi e gli zoo a Ponzano sarebbero finiti sotto la lente di ingrandimento. Andrea Zanoni, presidente di Paeseambiente che sta seguendo la vicenda che vede il sindaco Granello promotore di un accordo con i cavatori per un progetto che prevede l’approfondimento della cava Morganella di Paese e Ponzano Veneto sino a 65 metri, nonché animalista e presidente della Lega Abolizione Caccia del Veneto, ha voluto vederci chiaro.</p>
<p><em>“Ho telefonato personalmente in comune </em>– racconta Andrea Zanoni<em> – parlando con i responsabili della Polizia Municipale e con la responsabile della segreteria del Sindaco per capire se il killer di Pallino era stato denunciato e per avere copia dell’ordinanza e del regolamento.  Dopo lunghe verifiche da parte del personale, molto cortese nelle risposte, ne è uscita una situazione molto preoccupante. Il killer del gattino a differenza di quanto promesso non è stato individuato e nemmeno denunciato. In merito all’ordinanza  sul maltrattamento animali e sui circhi e al regolamento con relativa sanzione di 5.000 euro nessuna traccia, dopo lunghe verifiche il responso è stato che su 40 ordinanze emesse  nessuna riguardava il maltrattamento e la difesa degli animali. Ho inoltre verificato che Granello, sulla questione del canile,  non ha chiamato tutti i sindaci come promesso.”</em></p>
<p>Zanoni ha quindi commentato<em>: “Granello sta speculando sulla sofferenza degli animali e sulla sensibilità dei cittadini e degli animalisti per darsi una veste di amante degli animali. In realtà i suoi sono solo proclami propagandistici per ottenere consensi e il plauso del suo capo Muraro. Trovo vergognosa e condannabile questa sua condotta che evidentemente gli serve per mascherare e confondere le acque su una gravissima colpa, che è quella di aver steso il tappeto rosso ad una cordata di tre cavatori che vogliono scavare fino a 65 metri di profondità per estrarre la ghiaia dalla cava Morganella, sita tra Ponzano Veneto e Paese. Si tratta di un intervento sottofalda che se approvato metterebbe a rischio la falda acquifera e porterebbe il Veneto ad avere la cava di ghiaia più profonda d’Europa.” </em>Paeseambiente – <a href="http://www.paeseambiente.org/" target="_blank">www.paeseambiente.org</a> – cell. 347/9385856</p>
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		<title>Sul tracciato dell’elettrodotto da 380.000 volt di Terna qualcuno non la racconta giusta. Zanoni (IDV) ha presentato un’interrogazione al Sindaco di Paese. Domani sera a Paese Assemblea pubblica sull’Elettrodotto Terna.</title>
		<link>http://www.andreazanoni.it/blog/?p=555</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 13:07:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Zanoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tutte le notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo i ripetuti annunci del sindaco di Paese relativi ad un nuovo tracciato dell’elettrodotto Terna, questa volta previsto quasi completamente interrato e posizionato ai confini con il comune di Istrana,  Andrea Zanoni, consigliere comunale di Paese di Italia dei Valori ha preso carta e penna richiedendo direttamente al sindaco copia del nuovo tracciato.Dal comune invece di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo i ripetuti annunci del sindaco di Paese relativi ad un nuovo tracciato dell’elettrodotto Terna, questa volta previsto quasi completamente interrato e posizionato ai confini con il comune di Istrana,  Andrea Zanoni, consigliere comunale di Paese di Italia dei Valori ha preso carta e penna richiedendo direttamente al sindaco copia del nuovo tracciato.<span id="more-555"></span>Dal comune invece di arrivare la planimetria del nuovo tracciato è arrivata una email nella quale si dice che “<em>non è pervenuta a questo Ufficio alcuna nuova ipotesi di tracciato dell&#8217;elettrodotto TERNA”.</em></p>
<p>Considerato il tema che preoccupa moltissimo i cittadini di Paese e non solo, molti dei quali hanno sottoscritto la petizione contro l’elettrodotto promossa da Paeseambiente ed altre associazioni che ha visto oltre 5.000 sottoscrittori, oggi Zanoni ha rivolto direttamente al Sindaco una interrogazione per vederci chiaro in questa vicenda chiedendo nuovamente il tracciato e spiegazioni.</p>
<p><em>“Credo che Terna non si stia muovendo in modo corretto </em>– ha dichiarato Zanoni<em> – la stessa cosa vale per il sindaco di Paese. Com’è possibile che Pietrobon si vanti sui giornali di aver ottenuto l’interramento dell’elettrodotto ed un nuovo tracciato spostato sui confini di Istrana quando risulta che in comune non esiste uno straccio di tracciato alternativo? Non vorrei che dietro a questa confusione ci fosse la Provincia di Treviso che da tempo sta facendo pressioni sui comuni affinché accettino supinamente i dettati di Terna”.</em></p>
<p>Nell’attesa di fare un po’ di chiarezza i gruppi, comitati e associazioni <em>CappellaVive, </em>Paeseambiente,<em> Comitati Cittadini di Zero Branco, Quinto di Treviso, Morgano, Trevignano, Silis Morgano, VolpagoAmbiente, </em>CAT e COMITATO PER LA VITA DEL FRIULI RURALE hanno organizzato un’assemblea pubblica con i sindaci dei comuni interessati dal tracciato dell’elettrodotto TERNA da 380.000 volt, per mercoledì 30 giugno 2010, alle ore 21.00, presso la Sala Consigliare del Municipio di Paese a PAESE &#8211; Via Senatore Pellegrini 4. Verrà fatto il punto della situazione sull’elettrodotto Scorzè – Volpago del Montello e interverranno i sindaci, appositamente invitati, dei comuni di Martellago, Scorzè, Zero Branco, Quinto di Treviso, Paese, Morgano, Trevignano, Volpago del Montello. Email: <a href="mailto:zanoni@ecorete.it" target="_blank">zanoni@ecorete.it</a>, <a href="http://www.andreazanoni.it/" target="_blank">www.andreazanoni.it</a>, cell. 347/9385856</p>
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		<title>Sul legittimo impedimento l’unica salvezza resta il referendum. Domani mercoledì 30 giugno al mercato di Paese si potrà firmare contro il nucleare, il legittimo impedimento e contro la privatizzazione dell’acqua. Zanoni IDV : “Il caso Brancher dimostra che la legge sul legittimo impedimento serve solo ad evitare che la giustizia faccia il suo corso nei confronti dei soliti noti.”</title>
		<link>http://www.andreazanoni.it/blog/?p=559</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 13:10:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Zanoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tutte le notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Domani mercoledì 30 giugno al mercato di Paese Italia dei Valori di Paese organizza un gazebo dove i cittadini potranno firmare i referendum per abolire la legge sul ritorno del nucleare in Italia; la legge sulla privatizzazione dell’acqua; la legge sul legittimo impedimento. Andrea Zanoni , consigliere comunale di Paese di Italia dei Valori, ha dichiarato: “Invitiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="font-weight: normal;">Domani mercoledì 30 giugno al mercato di Paese Italia dei Valori di Paese organizza un gazebo dove i cittadini potranno firmare i referendum per abolire la legge sul ritorno del nucleare in Italia; la legge sulla privatizzazione dell’acqua; la legge sul legittimo impedimento. Andrea Zanoni , consigliere comunale di Paese di Italia dei Valori, ha dichiarato: </span><em><span style="font-weight: normal;">“Invitiamo tutti i cittadini a firmare per i tre referendum che rappresentano altrettante battaglie per l’ambiente e la legalità.<span id="more-559"></span> Il ritorno al nucleare in Italia è pura follia, la privatizzazione dell’acqua è una minaccia alla disponibilità per tutti di un bene indispensabile per la vita, il legittimo impedimento rappresenta un ostacolo al principio costituzionale che prevede che &#8220;la legge è uguale per tutti&#8221;. La nomina di Aldo Brancher a ministro per l’Attuazione del Federalismo del Governo Berlusconi è la goccia che fa traboccare il vaso. La vicenda di Brancher è grottesca e paradossale, uno scandalo con la esse maiuscola, perché la sua nomina a ministro ha come vero obiettivo quello di sfuggire alle aule</span></em><em> giudiziarie grazie alla legge sul legittimo impedimento. Dall’estrema destra all’estrema sinistra si sono alzati i cori di proteste contro questa mossa di Berlusconi per salvare uno dei suoi uomini dalla giustizia italiana. Faccio un appello a tutti i cittadini che si sentono presi in giro da questa legge per passare dalla protesta ai fatti firmando il referendum di Italia dei Valori promosso proprio per portare i cittadini ad abolire questa legge nefanda sul legittimo impedimento che consente solo ai ministri di disertare le aule giudiziarie (info: <a href="http://www.3referendum.it/" target="_blank">www.3referendum.it</a>).&#8221;</em></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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		</item>
		<item>
		<title>ASSEMBLEA SULL&#8217;ELETTRODOTTO SCORZE&#8217; &#8211; VOLPAGO DEL  MONTELLO mercoledì 30 giugno 2010, alle  ore 21.00</title>
		<link>http://www.andreazanoni.it/blog/?p=549</link>
		<comments>http://www.andreazanoni.it/blog/?p=549#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 27 Jun 2010 21:48:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Zanoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tutte le notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[I gruppi, comitati e associazioni CappellaVive, Paeseambiente, Comitati  Cittadini di Zero Branco, Quinto di Treviso, Morgano, Trevignano, Silis Morgano, VolpagoAmbiente, CAT e COMITATO PER LA VITA DEL FRIULI RURALE invitano  i cittadini all&#8217;assemblea   pubblica con  i  sindaci dei comuni interessati dal tracciato dell’elettrodotto TERNA da 380.000 volt, per mercoledì 30 giugno 2010, alle  ore 21.00, presso la Sala Consigliare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I gruppi, comitati e associazioni <em>CappellaVive, </em>Paeseambiente,<em> Comitati  Cittadini di Zero Branco, Quinto di Treviso, Morgano, Trevignano, Silis Morgano, VolpagoAmbiente, </em>CAT e COMITATO PER LA VITA DEL FRIULI RURALE invitano  i cittadini all&#8217;assemblea   pubblica con  i  sindaci dei comuni interessati dal tracciato dell’elettrodotto TERNA da 380.000 volt, per mercoledì 30 giugno 2010, alle  ore 21.00, presso la Sala Consigliare del  Municipio di Paese a PAESE &#8211; Via Senatore Pellegrini 4.<span id="more-549"></span>Verrà fatto il punto della situazione sull’elettrodotto Scorze’ – Volpago del Montello e interverranno i sindaci, appositamente invitati, dei comuni di  Martellago, Scorzè, Zero Branco, Quinto di Treviso, Paese, Morgano, Trevignano, Volpago del Montello.</p>
<p>Paeseambiente – <a href="http://www.paeseambiente.org/" target="_blank">www.paeseambiente.org</a> – email: <a href="mailto:paeseambiente@ecorete.it" target="_blank">paeseambiente@ecorete.it</a></p>
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		<title>CAVA MORGANELLA: secondo fonti regionali sarebbe in fase di approvazione il progetto della cava piu&#8217; profonda d&#8217;Europa. I comitati e le associazioni daranno filo da torcere. BISOGNA SALVAGUARDARE L&#8217;ACQUA POTABILE!</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jun 2010 21:46:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Zanoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tutte le notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo alcune anticipazioni ufficiose dell&#8217;assessore regionale all&#8217;ambiente sarebbe in fase di approvazione il progetto di approfondimento della cava Morganella,  cava ubicata a cavallo tra i comuni di Ponzano Veneto e Paese, per l&#8217;estrazione di ghiaia.Il progetto della cordata di tre cavatori ( Biasuzzi Cave Spa, Calcestruzzi Spa e Superbeton Spa) prevede il prolungamento dell’attività per altri 20 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo alcune anticipazioni ufficiose dell&#8217;assessore regionale all&#8217;ambiente sarebbe in fase di approvazione il progetto di approfondimento della cava Morganella,  cava ubicata a cavallo tra i comuni di Ponzano Veneto e Paese, per l&#8217;estrazione di ghiaia.<span id="more-547"></span>Il progetto della cordata di tre cavatori ( Biasuzzi Cave Spa, Calcestruzzi Spa e Superbeton Spa) prevede il prolungamento dell’attività per altri 20 anni, con l’estrazione di altri 8.800.000 metri cubi di ghiaia e l’approfondimento dell’estrazione dagli attuali 40 metri di profondità a ben 65 metri.</p>
<p>&#8220;Daremo filo da torcere alla regione ed ai cavatori &#8211; ha dichiarato Andrea Zanoni presidente di Paeseambiente &#8211; non possiamo concepire che venga dato il via libera ad un progetto che prevede l&#8217;escavazione di ghiaia sottofalda con il pericolo di contaminazione delle falde acquifere piu&#8217; profonde. Questo progetto è una minaccia per la risorsa naturale piu&#8217; importante che abbiamo per la nostra vita, l&#8217;acqua, quindi faremo di tutto affinchè questo progetto venga definitivamente insabbiato. Se dovesse essere approvato sarebbe una catastrofe perchè tutti i cavatori pretenderebbero autorizzazioni simili con conseguenze gravissime per la falda acquifera del nostro paese. Invito tutte le associazioni di protezione ambientale, i comitati contro le cave, i cittadini sensibili alla questione dell&#8217;acqua a contattarci perchè vogliamo studiare una strategia unitaria per fermare questo progetto voluto dalla potentissima lobby dei cavatori che probabilmente si aspetta il massimo appoggio dall&#8217;attuale amministrazione Zaia&#8221;.</p>
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		<title>Brancher ed il legittimo impedimento: la nomina di Aldo Brancher a ministro per l’Attuazione del Federalismo del Governo Berlusconi è la goccia che fa traboccare il vaso</title>
		<link>http://www.andreazanoni.it/blog/?p=552</link>
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		<pubDate>Sat, 26 Jun 2010 21:51:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Zanoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tutte le notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[La vicenda di Brancher è grottesca e paradossale, uno scandalo con la esse maiuscola, perché la sua nomina a ministro ha come vero obiettivo quello di sfuggire alle aule giudiziarie grazie alla legge sul legittimo impedimento. Dall’estrema destra all’estrema sinistra si sono alzati i cori di proteste contro questa mossa di Berlusconi per salvare uno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="font-weight: normal;">La vicenda di Brancher è grottesca e paradossale, uno scandalo con la esse maiuscola, perché la sua nomina a ministro ha come vero obiettivo quello di sfuggire alle aule giudiziarie grazie alla legge sul legittimo impedimento. Dall’estrema destra all’estrema sinistra si sono alzati i cori di proteste contro questa mossa di Berlusconi per salvare uno dei suoi uomini dalla giustizia italiana. Faccio un appello a tutti i cittadini che si sentono presi in giro da questa legge per passare dalla protesta ai fatti firmando il referendum di Italia dei Valori promosso proprio per portare i cittadini ad abolire questa legge nefanda sul legittimo impedimento che consente solo ai ministri di disertare le aule giudiziarie (info: <a href="http://www.3referendum.it/" target="_blank">www.3referendum.it</a>).</span></strong></p>
<p>Andrea Zanoni – Consigliere Comunale di Italia dei Valori</p>
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		<title>Denaro pubblico speso in propaganda: tutto il mondo è Paese. La provincia spende 200.000 euro in spot, il comune di Paese ne spende 100.000 in feste, festine e propaganda.</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jun 2010 06:56:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Zanoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tutte le notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi si apprende dalla stampa che la provincia di Treviso spende circa 200.000 euro in spot televisivi ma non finanzia il fondo a sostegno delle famiglie in difficoltà, intanto i comuni rischiano la bancarotta per i tagli del governo romano. Quello di spendere denaro pubblico in modo discutibile proprio quando la crisi economica e la disoccupazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi si apprende dalla stampa che la provincia di Treviso spende circa 200.000 euro in spot televisivi ma non finanzia il fondo a sostegno delle famiglie in difficoltà, intanto i comuni rischiano la bancarotta per i tagli del governo romano. Quello di spendere denaro pubblico in modo discutibile proprio quando la crisi economica e la disoccupazione sono a livelli allarmanti, sembra essere un vizio di famiglia delle amministrazioni Lega-PDL.<span id="more-544"></span>Il comune di Paese, a maggioranza Lega-PDL, recentemente ha destinato la bellezza di 100.000 euro di danaro pubblico per la realizzazione di due feste locali, “Paese tra Fiori e Sapori” e “Sapori d’Autunno”, con un contributo di ben 80.000 euro provenienti dal Ministero dell’agricoltura. Nella delibera n.59 del 31/03/2010 risulta che ben 19.000 euro sono stati spesi per la realizzazione di una rivista, 15.000 euro per l’ufficio stampa, pubbliche relazioni e comunicazione, 6.000 euro per servizi televisivi, organizzazione, consulenza organizzativa, i rimanenti 60.000 per attività tecniche ed allestimenti. Nella rivista collegata a “Libero” (direttore della quale è Maurizio Belpietro) costata 19.000 euro, a partire dalla copertina si possono contare 6 fotografie del presidente Zaia della Lega, una del sindaco di Verona Tosi della Lega, una del sindaco di Paese Pietrobon della Lega. In un opuscolo fatto stampare per la festa “Paese tra Fiori e Sapori”, incentrata sulla produzione e allevamenti per la carne rossa nel comune di Paese, in prima pagina troviamo la foto di Zaia (Lega) con un suo intervento, in seconda pagina la foto del presidente della Provincia Muraro (Lega) con un suo intervento, in terza pagina la foto del sindaco di Paese Pietrobon (Lega) sempre con l’intervento, in quarta pagina la foto dell’assessore alle attività produttive Carraro (Lega) con l’ennesimo intervento, in quinta pagina, “<em>dulcis in fundo”</em>, la foto dell’assessore all’ambiente Piccolotto (PDL) (ma che c’azzecca  l’ambiente con la carne rossa?) con la solita paternale. Dei produttori di carne e delle loro organizzazioni, destinatari degli incontri, stand, convegni, ecc. non c’è manco una traccia, non un nome, non una email, né un sito o un telefono.</p>
<p><em>“I cittadini devono sapere che i soldi utilizzati per queste riviste, depliant, spot, feste e festine</em> – ha commentato Andrea Zanoni consigliere comunale di Paese e capogruppo di Italia dei Valori <em>– provengono dalle loro tasche. In questi momenti tragici dove la gente perde il posto di lavoro, dove i comuni rischiano di chiudere per i tagli imposti dal governo, le famiglie stentano ad arrivare alla fine del mese è vergognoso che i soldi dei contribuenti vengano spesi in questo modo.  Nelle precedenti edizioni queste feste riuscivano benissimo anche se finanziate dalla precedente amministrazione con qualche migliaia di euro. Se a Paese  i soldi per gli spot e le festine li hanno trovati, hanno invece tagliato i fondi per gli interventi di solidarietà internazionale e per le Cooperative di Credito che consentivano  agli artigiani ed ai commercianti di ottenere la garanzia dei consorzi fidi per i finanziamenti bancari indispensabili per la loro attività.”</em></p>
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		<title>Allarme amianto alla discarica la Terra di Paese: rilevate 25.000 fibre di amianto per metro cubo. Zanoni: “Ora gli amministratori di Paese versano lacrime di coccodrillo quando è ormai da un anno che ho chiesto di intervenire per sanare questo grave rischio per i cittadini. L’assessore all’ambiente deve dimettersi”.</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 16:38:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Zanoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tutte le notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell’agosto del 2009 Andrea Zanoni capogruppo di Italia dei Valori, aveva presentato una interrogazione al sindaco di Paese Francesco Pietrobon in merito all’anomala presenza di fibre di amianto disperse nell’aria presso la discarica La Terra di Paese.Il 30 aprile 2009 infatti, un rilevamento aveva evidenziato la presenza di ben 3 fibre al litro di amianto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’agosto del 2009 Andrea Zanoni capogruppo di Italia dei Valori, aveva presentato una interrogazione al sindaco di Paese Francesco Pietrobon in merito all’anomala presenza di fibre di amianto disperse nell’aria presso la discarica La Terra di Paese.<span id="more-539"></span>Il 30 aprile 2009 infatti, un rilevamento aveva evidenziato la presenza di ben 3 fibre al litro di amianto aerodisperso nell’aria (3.000 fibre al metro cubo!), quando invece durante il conferimento di amianto nella discarica di ben 100.000 tonnellate di amianto avvenuto tra il 2005 ed il 2006 (dal 2006 in discarica non si può più conferire amianto) i rilevamenti effettuati non avevano mai appurato la presenza di fibre.</p>
<p>Nell’interrogazione fu chiesto al sindaco di sapere quali azioni intendesse intraprendere in merito all’inquinamento in atto di fibre di amianto presso la discarica La Terra di via Baldrocco di Paese.</p>
<p>Le risposte furono evasive a dimostrazione della grave sottovalutazione del problema.<em> </em></p>
<p>Successivamente la Provincia di Treviso con il decreto n. 616 del 24 novembre 2009, autorizzò la discarica TERRA di Mosole, sita fra Castagnole e Porcellengo, con il grave consenso dell’assessore all’ambiente di Paese Vigilio Piccolotto e della giunta Pietrobon a: 1) ricevere rifiuti provenienti da siti contaminati, ovvero rifiuti speciali costituiti da terre contaminate provenienti dalle varie bonifiche effettuate in giro per l’Italia, 2) proseguire l’attività addirittura fino al 2019.</p>
<p>Mosole, titolare della TERRA, vinse due volte, la prima per gli affari d’oro che avrebbe fatto con i nuovi rifiuti da bonifiche, la seconda perché con questi rifiuti seppelliva per sempre l’amianto conferito illegalmente tra il 2005 ed il 2006, quando incassò la bellezza di 6.225.811 euro in conferimenti.</p>
<p>Una discarica che doveva essere bonificata dall’amianto, poteva invece ricevere i rifiuti delle bonifiche altrui con i quali seppellire per sempre i conferimenti illegali di amianto.</p>
<p>Ora l’assessore Piccolotto versa lacrime di coccodrillo perché scopre che in due recenti campionamenti delle fibre di amianto effettuate presso la discarica vengono rilevate rispettivamente 9 e 25 fibre di amianto per litro, ovvero 9.000 e 25.000 fibre di amianto per metro cubo !</p>
<p><em>“Trovo inquietante – </em>ha dichiarato Andrea Zanoni consigliere comunale di Paese e capogruppo di Italia dei Valori<em> – che a Paese vi sia una zona abitata e con un traffico sostenuto dove ci sono venticinque fibre di amianto per litro, pari a 25.000 fibre per metro cubo, soprattutto se penso che una persona respira di media più di dieci metri cubi al giorno di aria.</em></p>
<p><em>Queste fibre non ci sono mai state nemmeno quando in  discarica veniva conferito l’amianto, perché ci sono ora a distanza di quattro anni dalla chiusura della discarica di amianto? Cos’è successo recentemente in via Baldrocco in questa discarica ancora autorizzata per soli rifiuti inerti e terre contaminate?</em></p>
<p><em>Queste fibre non possono venire dal nulla, bisogna quindi capire alla svelta chi e che cosa ha determinato questa contaminazione dell’aria. Con l’amianto, cancerogeno che ha riempito i cimiteri di molti paesi italiani, non si scherza, soprattutto oggi che è risaputo che basta una sola fibra conficcata in modo particolare nei polmoni a causare il micidiale mesotelioma pleurico.</em></p>
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