L’inaspettata Waterloo della caccia in Veneto.

  • Post del 20 Agosto 2016

Dopo la bocciatura da parte del Governo (1) degli articoli della legge regionale veneta n.18 del 27 giugno 2016 (2) contenenti disposizioni sulla caccia, alla quale ho attivamente contribuito con esposti ed incontri, la situazione che si presenterà in Veneto alla prossima apertura della caccia di settembre sarà a mio avviso di caos totale.

Un capolavoro di questa maggioranza Lega – Forza Italia troppo spesso oggetto di ricatto da parte dei suoi cespugli.

Gli articoli impugnati sono il 65 sulla possibilità di esercitare la caccia in forma diversa da quella prescelta ovvero da appostamento fisso a vagante e viceversa per quindici giorni e sulla possibilità dell’esercizio del nomadismo venatorio negli ambiti territoriali di caccia altrui per trenta giorni, il 66 sull’attività venatoria con abbattimento di fauna per tutto l’anno nei campi di addestramento cani, il 68 sulla possibilità per le associazioni non riconosciute a livello nazionale di entrare negli organismi direttivi dei Comprensori alpini, norma voluta per fare entrare associazioni non riconosciute a livello nazionale come Cacciatori Veneti, il 69 sulla caccia alle anatre dai natanti e il 71 sulla caccia al Cormorano che è invece una specie protetta.

Questa è una legge che ha messo in evidenza ancora una volta tutte le incompetenze di chi, seduto in Consiglio regionale, pensando come al solito di aggirare le leggi statali e comunitarie, riesce per le sue smanie da protagonista a mettere nel caos la caccia in Veneto.

Non è stato nemmeno capace di copiare la norma sulla mobilità venatoria delle altre regioni evitando l’impugnazione governativa, tutto ciò per pura ingordigia e per dimostrare di essere il più furbo di tutti.

Di fatto adesso la situazione è di caos totale soprattutto per quanto riguarda il nomadismo venatorio. Il buon senso, dopo l’impugnativa del Governo per incostituzionalità, vorrebbe che non si applicasse questa disposizione di legge che consente a chi non è iscritto in un Ambito Territoriale di Caccia (ATC) e non ha pagato la relativa quota associativa di entrarvi per esercitare la caccia agli uccelli migratori per ben trenta giornate.

La norma però finché non verrà dichiarata incostituzionale dalla Consulta (serviranno dai 4 ai 12 mesi di tempo) resterà giuridicamente valida. Cosa accadrà perciò a settembre quando gli iscritti ad un Ambito, consapevoli della bocciatura governativa, si vedranno arrivare da centinaia di chilometri di distanza degli emeriti sconosciuti, in casa propria, che entrano senza nemmeno chiedere il permesso? Credo che ne vedremo delle belle e che ci sarà molto da leggere nelle cronache locali.

Mi chiedo poi che pesci piglierà l’assessore regionale alla Caccia Giuseppe Pan che con apposita delibera potrebbe stabilire le modalità di accesso dei “foresti” negli ATC. Come potrebbe stabilire delle modalità per un’attività e con una norma che il Governo ritiene incostituzionali?

E’ proprio il caso di dire che si è promesso l’impossibile per fare pura propaganda un tanto al chilo, propaganda scattata da subito con incontri pubblici in tutte le province del Veneto dove una legge, adesso totalmente delegittimata dal Governo, era stata sbandierata come un enorme successo.

Naturalmente a questo punto a Berlato, ideatore e/o sostenitore degli articoli impugnati, non resta altro da fare che incolpare il Governo e di certo c’è da aspettarsi che una bella fetta di cacciatori, per la legge del contrappasso, ci caschi come Allodole prese con gli specchietti.

I cacciatori più informati, quelli che non credono nella luna nel pozzo, sapevano invece fin da subito che, con tutte i precedenti di sentenze della Corte Costituzionale contro leggi regionali simili, questa norma non avrebbe avuto futuro.

Se guardiamo ai fatti Berlato è sicuramente bravo a raccontarla e a fare promesse ma fortunatamente per la fauna selvatica e per i tanti cittadini contrari alla caccia, incapace di portare a casa risultati.

Quanto era in Europa, grazie anche al mio lavoro, è stata eliminata la caccia in deroga e la possibilità di catturare i richiami vivi ad uso caccia.

Con lui in Regione gli appostamenti di caccia sono stati ingranditi fino a 12 metri quadri (L.R.11/2016) e qui viene da chiedersi cosa gliene importa ad un cacciatore in deroga di avere un capanno grande come una camera matrimoniale se ai Fringuelli non può più sparare.

Devo però ammettere che i cacciatori veneti grazie al lavoro di Berlato qualcosa di concreto lo hanno ottenuto: potranno entrare a far parte di coloro che cacceranno le Nutrie, anche a caccia chiusa (L.R.15/2016).

Berlato quindi è riuscito ad interferire anche con le tradizioni culinarie venete dei cacciatori che d’ora in poi potranno dedicarsi non più alle cene a base di “polenta e osei” ma a quelle più attuali a base di polenta e nutria.

Non ci resta che attendere l’apertura della caccia.

Andrea Zanoni

Consigliere Regionale del Veneto

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(1) http://www.affariregionali.it/banche-dati/dettaglioleggeregionale/?id=10881

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(2) http://www.consiglioveneto.it/crvportal/leggi/2016/16lr0018.html?numLegge=18&annoLegge=2016&tipoLegge=Alr

 

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