UNA MANOVRA NASCOSTA NEL BILANCIO 2017 DELLA REGIONE VENETO MINACCIA L’AMBIENTE ED IL NOSTRO TERRITORIO

  • Post del 25 Novembre 2016

UNA MANOVRA NASCOSTA NEL BILANCIO 2017 DELLA REGIONE VENETO MINACCIA L’AMBIENTE ED IL NOSTRO TERRITORIO

L’Agenzia ARPAV inglobata nella Sanità, PRG al posto dei PAT, fabbricati costruiti in deroga persino nelle aree naturali, eliminazione dei vincoli all’attività di cava, sono alcune delle gravi disposizioni contenute in uno dei quattro documenti di cui è composto il bilancio 2017: il “collegato“ alla legge di stabilità sul bilancio.

Il “collegato” è una norma che dovrebbe contenere gli aggiustamenti e aggiornamenti delle leggi regionali e i recepimenti di quelle statali ma che invece viene usata per introdurre di nascosto norme che invece dovrebbero essere oggetto di specifici progetti di legge degni della necessaria attenzione, tempistica e coinvolgimento delle parti.

Di undici associazioni invitate in audizione in Commissione Ambiente sul bilancio 2017, ne erano presenti solo due, oltre a quella dei cavatori, seppure non fosse stata invitata, inoltre mancava l’ARPAV anche se invitata.

E’ evidente che le consultazioni fatte in merito a ben quattro distinti documenti di bilancio, composti da centinaia di pagine, non potevano avere un adeguato successo di partecipazione, considerati i tempi stretti di convocazione durante i quali nessuno avrebbe potuto esaminare la grossa mole di documentazione.

Perciò la cosa più grave di questa manovra è il metodo utilizzato, ovvero l’incuneare queste modifiche così importanti nel “collegato” con la chiara volontà di mimetizzarle e occultarle ai più per approvarle in fretta all’interno del bilancio 2017.

 

 

ARPAV - L’ARPAV PASSA ALLE DIPENDENZE DELL’AREA SANITA’ E SOCIALE CHE NE DETERMINERA’ GLI OBIETTIVI GENERALI

Sembra di tornare indietro nel tempo dove i pochi controlli ambientali erano in capo alle strutture sanitarie.

Togliere alle strutture che si occupano di Tutela di territorio e ambiente la programmazione e la determinazione degli obiettivi di ARPAV può avere ripercussioni negative sulla tutela ambientale in Veneto.

La correlazione tra ambiente e salute è nota a tutti. L’Area Sanità e Sociale riuscirà però a garantire i fondi necessari, oggi già insufficienti all’ARPAV, e in caso di vacche magre dove andrà a tagliare? Non è che così facendo l’ARPAV diventi la cenerentola dell’area sanità del Veneto? Perché’ la regione vuole bistrattare così palesemente la Tutela del territorio e ambiente?

Ciò che non ci viene detto è il perché la Giunta proponga questo stravolgimento. Peccato che ARPAV non fosse presente alle audizioni della Commissione Ambiente di cui sono vicepresidente, tenutesi su questo PDL, perché’ nessuno sa cosa ne pensa la diretta interessata. 

Che senso ha poi fare una modifica del genere quando la legge nazionale di riforma delle agenzie per l’ambiente, la 132/2006 (che entra in vigore il 14 gennaio 2017), dovrà essere recepita entro breve?

 

URBANISTICA - POSSIBILITA’ DI ATTUARE VARIANTI URBANISTICHE SENZA ESSERE DOTATI DEL PAT – PIANO DI ASSETTO DEL TERRITORIO

Per legge attualmente è vietato effettuare varianti urbanistiche ai vecchi PRG (Piani Regolatori Regionali) dopo il 31 dicembre del 2015.

Questo era un incentivo per i comuni veneti, dopo l’approvazione della legge urbanistica n.11 del 2004, di dotarsi del nuovo strumento urbanistico da questa previsto, il PAT Piano di Assetto del Territorio che consente le varianti tramite i PI Piani di Intervento.

Il PAT però, a differenza del PRG, risponde a logiche programmatorie più moderne prevedendo anche per la sua approvazione un processo conoscitivo e di partecipazione del pubblico, ovvero delle categorie interessate e dei cittadini.

Togliere questo divieto significa premiare quei comuni che se ne sono infischiati della norma urbanistica che prevedeva l’approvazione dei PAT e che si sono tenuti i vecchi PRG. Ora potranno fare quello che vogliono anche con il vecchio PRG e di conseguenza non saranno più incentivati a dotarsi del PAT.

 

URBANISTICA - DOPO GLI APPOSTAMENTI DI CACCIA IN DEROGA ORA ARRIVERANNO ANCHE I RICOVERI PER I CAVALLI IN DEROGA

La norma prevede anche la realizzazione di box e recinzioni per cavalli in deroga alle vigenti normative. Come dire di no agli amanti dello sport equestre dopo aver concesso per legge e sempre in deroga, unica regione d’Italia, appostamenti di caccia da addirittura 12 metri quadrati e alti una decina di metri?

 

AREE PROTETTE - AREE NATURALI PRESE D’ASSALTO DA PALAFITTE, CASE GALLEGGIANTI NEI FIUMI, CASE NEGLI ALBERI, NELLE BOTTI E NELLE GROTTE, IL TUTTO IN DEROGA ALLE NORME URBANISTICHE, EDILIZIE, IGIENICO-SANITARIE E DI SICUREZZA DEGLI IMPIANTI.

Vengono previste  strutture ricettive turistiche  in ambienti naturali come “a)gli alloggi galleggianti, ossia gli edifici galleggianti saldamente assicurati in modo permanente alla riva o all’alveo di fiumi e canali; b)le case sugli alberi: alloggi collocati in posizione sopraelevata dal suolo nell’ambito di contesti arborei di alto fusto; c)le palafitte: alloggi collocati stabilmente su superfici acquee; d)le botti, ossia camere poste all’interno di botti in legno utilizzabili dai turisti; e)le grotte, ovvero locali di pernottamento dei turisti realizzati in cavità naturali;”

Questa proposta non va assolutamente sottovalutata, perché la manovra stabilisce addirittura che: Le prescrizioni per queste specifiche strutture ricettive in ambienti naturali possono derogare alle  prescrizioni urbanistiche, edilizie, igienico-sanitarie e di sicurezza degli impianti previste dalle leggi regionali” .

C’è il rischio che la norma anziché favorire una diversificazione dell’offerta turistica, puntando su una nicchia di turismo sostenibile, finisca per favorire le richieste particolari degli amici degli amici, dando ‘dignità ricettiva’ a strutture precarie che diventano poi edifici grazie a qualche condono edilizio che non ci facciamo mai mancare.

Ma l’aspetto più preoccupante è che questi fabbricati, che sanno tanto da carnevalata,  potranno essere realizzati all’interno dei Parchi nazionali, regionali, nelle aree della rete Natura 2000, nelle aree a tutela ambientale, paesaggistica ed idrogeologica.

 

CAVE - SMANTELLAMENTO DELLA LEGGE SULLE CAVE IN ATTESA DELLE NORME DEL PIANO REGIONALE ATTIVITA’ DI CAVA

Nel Collegato vengono cancellate importanti disposizioni di tutela del territorio che in questi anni avevano costituito una seppur minima difesa dall’attività di cava.

Viene innalzato notevolmente  il limite di ampliamento delle cave attive pari al 30% in volume portandolo addirittura al 50%; viene cancellato il parere vincolante della Provincia in tema di autorizzazioni di ampliamenti delle cave esistenti; viene cancellato il limite massimo di suolo agricolo scavabile per ciascun comune, da sempre fissato al 3%; vengono consentiti ampliamenti in deroga alle fasce di rispetto da case, centri storici, zone industriali e commerciali; ogni cava potrà godere di un ampliamento di addirittura 500.000 metri cubi.

Sulle cave la Regione accentra perciò il potere decisionale togliendolo alle Province, che però continuano sulla carta a mantenere le funzioni relative alla gestione delle cave.

Trovo inverosimili e dannose queste disposizioni sulle cave che vanno contro il principio della limitazione del consumo di suolo: la Superstrada Pedemontana Veneta ha già saturato il mercato della ghiaia con un surplus di circa 10 milioni di metri cubi, estratti e da estrarre, immessi sul mercato.

Trovo che queste norme nascoste nel collegato costituiscono un fortissimo incentivo a distruggere altro suolo in chiara contraddizione con la tanto proclamata intenzione della Giunta Zaia di limitarlo.

La Giunta pensi ad approvare entro aprile 2017 il Piano Cave (il cosiddetto PRAC) come chiesto dal Tribunale Amministrativo del Veneto, anziché proporre queste leggine fatte probabilmente per specifici interessi locali, ma contro gli interessi generali di tutela del territorio.

E’ evidente che si vuole aggravare la situazione di anarchia in materia di cave dovuta all’Assenza del PRAC, il piano cave, consentendo l’assalto alla diligenza prima dell’arrivo delle nuove regole del PRAC.

Il rischio infatti è che vengano autorizzati ampliamenti che consentiranno di estrarre ghiaia anche in quantità superiore a quelle che verranno previste dal PRAC.

 

APPELLO

Invito i miei colleghi Consiglieri a non farsi prendere in giro da questo tentativo di nascondere norme devastanti in un documento “collegato” a norme di bilancio.

Invito i Sindaci, le associazioni di tutela dell’ambiente e del territorio, i cittadini, a far sentire in fretta e con forza la propria voce in Regione per evitare che succeda quanto non è accaduto negli ultimi trent’anni, ovvero lo smantellamento di alcune norme regionali utili a tutelare in nostro territorio e l’ambiente.

Il rischio è che tutto ciò accada nel silenzio e nel chiuso del palazzo senza che gli interessati se ne accorgano. Già dal 6 dicembre prossimo il Consiglio regionale potrebbe cominciare l’approvazione di queste norme. Resto a disposizione di chi necessitasse di chiarimenti ed approfondimenti in merito.

 

Andrea Zanoni

Consigliere Regionale

 

Venezia, 24 novembre 2016

 

 

 

 

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