Fermare la barbara e sanguinosa caccia dei globicefali nelle Isole Faroer e garantire ai cittadini il diritto di manifestare liberamente contro questa barbarie.

  • Post del 24 Agosto 2015

Questa mattina ho parlato telefonicamente con Marianna Baldo (residente a Romano d’Ezzelino), una delle attiviste di Sea Shepherd recentemente arrestate e poi espulse dalle isole Faroer per aver manifestato contro la barbara caccia dei globicefali, esprimendole la mia vicinanza e chiedendole informazioni in merito ad Alice Rusconi (residente a Crespano del Grappa) attualmente intrattenuta nelle isole in  attesa di processo per lo stesso motivo. Oggi ho inoltre depositato un’interrogazione alla giunta regionale del Veneto, regione di appartenenza di queste due attiviste arrestate alle Faroer, affinché il governo regionale si attivi al più presto presso le competenti autorità per garantire il diritto di manifestare dei nostri concittadini e per porre fine al massacro di questi splendidi ed intelligenti cetacei, protetti in tutta Europa dalla Convenzione di Berna. Venerdì ho contattato il Presidente dell’Intergruppo per il Benessere e Conservazione degli animali del Parlamento Europeo, l’amico Janusz Wojciechowski, che si è attivato con una lettera di protesta indirizzata alle autorità locali. Da anni seguo questo massacro gratuito, bruto e barbaro di questi cetacei e a luglio 2014 avevo programmato una spedizione ufficiale sul posto saltata poi a causa della mia mancata rielezione al parlamento europeo. Continuerò a sostenere personalmente ed istituzionalmente questa battaglia di civiltà di Sea Shepherd e di tutti coloro che si stanno battendo per arrivare allo stop definitivo di questa caccia cruenta e brutale. Andrea Zanoni 

 

 

Qui il testo completo dell’interrogazione:

CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO

DECIMA LEGISLATURA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

 

Arresti nelle isole Far Ōer di due cittadine italiane residenti nella Regione Veneto per aver manifestato contro l’orribile massacro della caccia di cetacei (globicefali) protetti dall’UE.

 

presentata il 24 agosto 2015 dai consiglieri Andrea Zanoni e Cristina Guarda

 

Premesso che:

  • il 12 agosto 2015 Alice Rusconi Bodin, una concittadina originaria di Feltre e  residente a Crespano del Grappa (TV), è stata arrestata nelle isole Fær Øer (Faroe, in Italiano);
  • la donna è la referente veneta di Sea Shepherd Conservation Society (SSCS), un'organizzazione internazionale senza fini di lucro che opera in difesa dell'habitat marino e per la conservazione delle specie selvatiche negli oceani di tutto il mondo;
  • Alice Rusconi si trova in quell’arcipelago dalla metà dello scorso luglio per contrastare, con azioni dimostrative a carattere pacifico e assolutamente non violento, la cosiddetta grindadráp, un rituale massacro di centinaia di cetacei che si compie tutti gli anni in quei mari, in particolare nel periodo estivo (quasi mille mammiferi marini uccisi ogni anno);
  • branchi di cetacei, soprattutto globicefali (Globicephala melas spesso denominati balena pilota, o balena dalle pinne lunghe), vengono spinti e costretti a spiaggiarsi lungo le coste di quelle isole dove poi si compie una spietata mattanza, sotto gli occhi degli abitanti che considerano questo rito cruento come una tradizione da perpetuare e da tramandare ai figli che vengono portanti fin da piccoli a vedere queste crudeltà;
  • la nostra concittadina è stata arrestata assieme ad altri 4 volontari di Sea Shepherd per aver tentato di frapporsi, nell'acqua, tra un branco di 61 cetacei ed i cacciatori;
  • l’arresto di Alice segue di pochi giorni quello di un’altra cittadina veneta, Marianna Baldo, di Romano d’Ezzelino (VI), che il 23 luglio è stata fermata, mentre cercava di fotografare  il massacro, con l’accusa di interferire con la caccia ai cetacei; Alice e gli altri volontari dell’associazione hanno subito la confisca del passaporto, rimangono “liberi” in attesa di un processo che potrebbe avere luogo venerdì 28 agosto; di norma i volontari sono condannati al carcere convertibile in sanzione pecuniaria e con l'espulsione.

 

Considerato che:

  • nel 1948 le isole Fær Øer  divennero  una regione autonoma del Regno di Danimarca ottenendo, nel corso degli anni,  il controllo su quasi tutte le questioni di politica interna; nel 1973 scelsero di non unirsi alla Danimarca al momento del suo ingresso nella Comunità europea;
  • anche se rimangono un protettorato della Danimarca (che non ha ceduto loro la difesa e gli affari esteri), le Fær Øer  sono politicamente una Nazione che gode di alcuni benefici della Unione Europea (es. la difesa)

 

Considerato altresì che:

  • i globicefali del Nord Atlantico sono una specie protetta e tutelata dall’Unione Europea (Convention on the Conservation of European Wildlife and Natural Habitats), ma ciò non basta a fermare l’orribile mattanza  della grindadráp,  dato che è il governo locale a stabilirne le regole.
  • gli abitanti delle Fær Øer  non vivono del ricavato della vendita della carne di balena, che non può essere esportata dal momento che da punto di vista sanitario non è neppure conforme agli standard di sicurezza alimentare imposti dall’Unione Europea;
  • la mattanza delle balene è dunque un atto totalmente gratuito, crudele e assurdo;
  • pare che le isole Fær Øer  nonostante la loro autonomia godano dei fondi europei tramite il Regno di Danimarca.
  • alle isole Fær Øer ci sono due navi militari della Danimarca che pare collaborino affinché la caccia ai globicefali si svolga in tranquillità;
  • risulta grave che una nazione dell’UE come la Danimarca sia schierata con chi  massacra animali che sono protetti dalla comunità internazionale ed in particolare dall’UE.

 

Preso atto che:

  • una Senatrice italiana ha annunciato una richiesta di intervento indirizzata al Ministro per gli Affari Esteri nonché all’Alto Rappresentante UE perché si attivino in questa vicenda;
  • il Presidente dell’ Intergroup on the Conservation and Welfare of Animals del Parlamento Europeo  ha annunciato un intervento presso le autorità danesi sulla questione in oggetto;
  • il sindaco di Crespano del Grappa si è attivato con la locale ambasciata italiana per seguire gli sviluppi dell’inchiesta;
  • il Presidente della Giunta regionale si è espresso sulla vicenda suesposta attraverso la pubblicazione di un post su Facebook, esprimendo la propria solidarietà “ad Alice e alla comunità di Crespano del Grappa” ed augurandosi “che le autorità locali sappiano trattare con equilibrio l’intera vicenda e che Alice faccia al più presto in suo ritorno in Italia e in Veneto”;

 

Tutto ciò premesso e considerato,

i sottoscritti consiglieri regionali  interrogano  il Presidente della Giunta regionale per sapere:

  • se, oltre alle semplici attestazioni di solidarietà compiute per mezzo dei social network, intenda attivarsi con la massima urgenza presso le autorità nazionali e internazionali competenti affinché ad Alice Rusconi vengano garantiti tutti i suoi diritti civili (in particolare quello di manifestare le proprie idee, e quello a un giusto processo);
  • se intenda attivarsi al più presto affinché la concittadina di Crespano del Grappa rientri quanto prima nel nostro Paese;
  • se intenda intercedere presso le autorità nazionali competenti affinché si attivino a livello internazionale per porre fine alle orribili, inutili e disumane stragi di cetacei protetti nell’UE compiute annualmente dagli abitanti delle isole Fær Øer  attraverso la grindadráp.

 

 

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